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“Quando sono diventato sindaco di questa città non ho mai nascosto di aver vissuto dei momenti in cui mi sono sentito sopraffatto dalla paura”. Inizia così, Antonio Decaro, sindaco della città di Bari, il racconto del suo legame con Don Francesco Preite, ex parroco del Redentore, che ha da poco annunciato il suo allontanamento dalla città.

“C’erano tante cose da fare, tanto da dimostrare e soprattutto mi rendevo conto di avere tanto da imparare sulla nostra città. Erano passate poche settimane dalla mia elezione, quando, in un pomeriggio di fine estate, in una strada del quartiere Libertà poco distante dalla chiesa del Redentore, uccisero Florian Mesuti. Poco più di un ragazzo, ucciso per strada, per una lite con qualcuno caro al clan del quartiere – prosegue il primo cittadino di Bari – In quel momento capii che da solo, anche se ero il sindaco, non ce l’avrei fatta. Perché ci sono situazioni e luoghi in cui è la comunità tutta a doversi ribellare per cambiare le cose”.

Così, Decaro racconta di aver incrociato sul suo cammino Don Fraicesco Preite, che definisce come “Uomo, carne, ossa e anima della chiesa del Redentore e del quartiere Libertà. Il suo sorriso il suo ottimismo, la sua autorevolezza tra quelle strade e quei ragazzi, soprattutto quelli più piccoli – ricorda il sindaco – La sua fermezza nel pretendere giustizia e dignità per quel quartiere e la gente che lì ci vive, il suo mettere la vocazione religiosa a servizio di una progetto di comunità civile, alcune volte mi hanno fatto sentire piccolo, impotente, incapace di essere autorità laddove l’autorità in quel pezzo di città era lui: un parroco”.

Antonio Decaro racconta di aver capito in quel momento che l’unica strada possibile per fare bene il sindaco era porsi sotto l’ala e la guida di quel parroco che conosceva e amava profondamente il suo quartiere e la sua comunità. “Sono passati sette anni – prosegue il racconto – Insieme a don Francesco abbiamo combattuto tante battaglie, qualcuna l’abbiamo vinta altre le abbiamo perse. Senza sentirsi vincitori né mai vinti.  Non ci siamo mai arresi e oggi, che è arrivato il giorno del suo saluto prima di andare incontro ad una nuova esperienza, voglio fargli una promessa: noi continueremo sulla strada che tu ci hai indicato. Non ci arrenderemo, pretenderemo giustizia e futuro per il quartiere Libertà – racconta Antonio Decaro – Bari sarà sempre la tua città e quando tornerai noi saremo qui a salutarti con il tuo proverbiale “pace e gioia”!”, conclude.


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