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La settima commissione del Consiglio regionale (affari istituzionali), convocata d’urgenza dal presidente Gianfranco De Blasi per discutere sui trattamenti di fine mandato, ha approvato all’unanimità un emendamento, che prevede che a far data dal 1° gennaio 2013, a titolo di contributo a carico del consigliere venga “operata annualmente una trattenuta complessivamente pari al 24% dell’indennità di carica mensile lorda”.

Sempre nel rispetto dell’Intesa 6 dicembre 2012 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, “l’indennità deve intendersi quantificata nel limite di una indennità di carica mensile lorda per anno, per un massimo di dieci anni”.

“La montagna ha partorito il topolino. Dopo gli annunci sulla volontà di abrogare il Trattamento di Fine Mandato, di fatto tutta la vecchia politica riunita si è limitata ad alzare dall’1 al 2% l’accantonamento mensile a carico di ciascun consigliere. Per questo ho presentato un subemendamento per abrogare l’emendamento sostitutivo al testo della pdl Tutolo e ritornare alla formulazione originaria che prevedeva l’abrogazione del TFM. Oggi quel subemendamento è stato bocciato dalla Commissione, ma in aula la battaglia continua per tutelare i soldi dei pugliesi”. Lo dichiara la consigliera del M5S Antonella Laricchia a margine della seduta della VII Commissione in merito alla discussione in corso sulle liquidazioni di fine mandato, ripristinate in piena estate. La norma non sarà cancellata, ma lievemente modificata: pare quindi che questi trattamenti di fine mandato resteranno.

“Di fatto con l’emendamento approvato rimane la retroattività – continua Laricchia – seppur calmierata da quanto deciso nell’ Intesa Stato – Regioni e non si andrà oltre i 10 anni. Apprezzo l’originalità di aver definito il 24% di trattenuta su una mensilità l’anno che di fatto sarebbe il 2%mensile, molto lontano dalle percentuali di un lavoratore qualunque che si aggirano intorno al 7-8%. Una presa in giro per i pugliesi – continua Laricchia –  che quest’estate ci hanno chiaramente fatto capire che ne pensano del Trattamento di Fine Mandato. Oltre ad aver reintrodotto un privilegio, è stato sbagliato il momento per farlo, con tutte le difficoltà avute per trovare risorse per altri fronti come ad esempio i ristori per le categorie colpite dal Covid. Ho ritenuto doveroso procedere all’abrogazione per riportare la serenità del dibattito e poi con calma magari riparlarne quando sarà finito questo periodo di crisi. La Società civile è intervenuta più volte sul tema ed è nostro dovere ascoltarla. Io insisto. Sono sicura che per la prima volta sarò appoggiata in questa battaglia anche dal presidente Emiliano, che questa volta non potrà dire di non sapere”.

Contrario all’emendamento approvato anche il presidente Tutolo, che come la consigliera, Laricchia non è componente della settima e non ha quindi partecipato al voto della commissione.


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