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A partire dal 25 settembre la Contemporanea Galleria d’Arte di Foggia ospiterà una mostra dedicata ai più grandi maestri del Novecento. Curata da Giuseppe Benvenuto, la mostra, che durerà sino al 30 ottobre, offrirà un ricchissimo repertorio che comprende prestigiosi capolavori di artisti internazionali, in un percorso espositivo che, partendo dalla prima metà del secolo scorso, offrirà uno spaccato dell’evoluzione artistica sino ad oggi.

I visitatori potranno fare esperienza di un itinerario artistico sorprendentemente vasto e differenziato, attraverso un corpus di circa 30 opere – tra cui la celebre Madame Ricardo Canals (1966, 55×70 cm), litografia a colori su carta intessuta, opera del grande genio del XX secolo Pablo Picasso (1881-1973), firmata e numerata dal maestro. Il volto austero della donna che compare nella litografia proveniente da Londra è avvolto dalla predominanza del nero, dal quale emerge con autorevole fissità di sguardo. Si tratta di una tecnica di stampa a cui Picasso si dedica enormemente nel dopoguerra, quando la sua attività si apre a molteplici settori, tra cui anche la ceramica e la scultura. Ma Picasso è solo uno degli artisti che sarà possibile ammirare a Foggia.

Tra gli altri spiccano le opere di Andy Warhol, massimo rappresentante della Pop Art americana. In Galleria sarà possibile ammirare da vicino, in particolare, la serigrafia intitolata Ladies and Gentlemen II.130 (1975), parte di una provocatoria serie di 10 tele realizzate in edizione limitata di 125 esemplari – firmati e numerati in originale – commissionata dal collezionista Anselmino un anno prima. Il soggetto, con lo sguardo sfrontato e diretto verso chi guarda, è dapprima fotografato con una polaroid ed in seguito dallo scatto è realizzata la serigrafia, completando il tutto con larghi tocchi di colore.

Restando sull’onda della Pop Art italiana ed europea, nel percorso espositivo incontriamo due Smalti e acrilico su tela (1990-96) di Schifano (1934-1998), artista e regista italiano ed anche il principale esponente della Scuola di Piazza del Popolo, movimento artistico nato a Roma negli anni ’60. Schifano si allontana dalle fredde immagini patinate di Warhol, dando all’atto creativo un accento più emotivo, ravvisabile nelle pennellate irregolari, testimoni della materialità del gesto pittorico.

Al movimento della Scuola di Piazza del Popolo si avvicina anche Jannis Kounellis (1936-2017), importante esponente dell’Arte Povera e del quale, presso la Galleria, si può osservare un disegno Senza Titolo (1990, 20×30 cm), realizzato con tecnica mista su carta (20×30 cm). Fautore di un’arte intesa come uscita dal quadro, in cui l’artista passa dalla rappresentazione alla presenza, nei suoi disegni si nasconde il substrato più intimo e profondo di sé, in un horror vacui di traiettorie confuse sulla superficie bianca. Con Alberto Burri (1915-1995) ed Enrico Castellani (1930-2017) il processo creativo risponde alla necessità di esprimersi in maniera totalmente libera, fino ad intaccare la normale configurazione dell’oggetto e del supporto. Entrambi, tra gli anni ’40 e ’60, lavorano sul superamento del concetto di tela: il primo manipolando sacchi e plastiche, attraverso processi di combustione, tagli e cuciture; il secondo facendo uso di superfici estroflesse e introflesse.

Esponente dell’informale materico, Burri dà un significato nuovo e poetico alla cosa banale e all’oggetto ritenuto uno scarto. Dei due artisti, la mostra accoglie Museo di Capodimonte (1978, 64,50×89,50 cm) opera appartenente alla Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri, Città di Castello 1986, con tiratura e firma in basso a matita.

Fra gli altri artisti presenti in Galleria ci saranno anche Raoul Dufy (1877 – 1953), Fortunato Depero (1892-1960), Massimo Campigli (1895 – 1971), Maria Lai (1919 – 2013), Arnaldo Pomodoro (1926), Dennis Oppenheim (1938 – 2011), Enzo cucchi (1949) e Haring Keith (1958-1990). Keith, in particolare, è il padre della street art statunitense ed icona pop degli anni ’80, il cui stile è immediatamente riconoscibile grazie ai suoi buffi personaggi dalle forme arrotondate. Dell’artista, esponente del Graffitismo Metropolitano, è presente l’opera Senza titolo (1984, 39,50×29 cm) con firma ed anno in basso a destra, oltre al Certificato di autenticità della firma di Frank P. Garo Fhe – Forensic Handwriting Examiner, Coopersburg, PA.

Questi solo alcuni dei nomi degli artisti le cui opere presenzieranno presso Contemporanea Galleria d’Arte di Foggia nella stagione autunnale.


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