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“Alcuni tabaccai non accettano neppure se acquisti da 10 pacchetti di sigarette con la carta. E la cosa che più indigna è che non sai a chi fare la segnalazione”. A Bari continuano le segnalazioni dei cittadini sulle difficoltà nel percorso verso il modello di smart city: pagare ovunque con la transazione elettronica e mettendo da parte i contanti.

La maggior parte dei commercianti ha ormai standardizzato l’utilizzo dei pos per accettare le carte di credito. Resta però il limite in alcuni casi sulle piccole spese quotidiane, dai bar ai barbieri fino alla ferramenta di quartiere. “Anche a me è capitato di non avere contanti e di dover pagare con la carta, arrivata alla cassa mi hanno detto che non era possibile”, scrive Clara Lovo.

“Poi ci meravigliamo del nero. Iniziamo a pagare tutti con le carte e in un battibaleno lo eliminiamo”, aggiunge Filippo Masotti. “In Inghilterra si paga con la carta anche un pacchetto di gomme. Qui pagare un caffé senza contati sembra quasi un’offesa”, continua Mimma Jamp.

Il rifiuto dell’esercente è quasi sempre legato al costo applicato dalla banca per ogni transazione, fino al 3%. Oltre alla spesa per l’installazione e il canone mensile (quando richiesti). “Mi hanno imposto un pagamento minimo di 20 euro per utilizzare il bancomat – si legge tra i commenti dei lettori su facebook -. Ho risposto che non avevo contanti e mi hanno indirizzata alla banca più vicina. Mi hanno chiesto di lasciare la carta di identità prima di andare a prelevare”.

“Col contante l’incasso è scevro dalle commissioni bancarie che rappresentano una buona parte dell’incasso giornaliero e, a volte rappresenta l’intero guadagno della giornata”, risponde Guglielmo Famoso. Già da un anno la legge di Bilancio impone l’obbligo a qualsiasi attività commerciale ad essere in possesso di un dispositivo. Ma di fatto senza stabilire la relativa sanzione.

Foto repertorio Sumup


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