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Bari, non solo caro bollette: pane a quasi 4 euro al chilo. “Incremento anomalo, va contrastato”

Pubblicato da: Francesca Emilio | Dom, 20 Febbraio 2022 - 08:00

“Sui prodotti da forno si sta registrando un incremento anomalo. In un momento difficile come quello attuale questo fenomeno va contrastato”.  E’ quanto dichiarato a Borderline24 da Domenico Romito, coordinatore dell’Associazione Avvocati dei Consumatori, secondo il quale un aumento sui beni di prima necessità, in un periodo nel quale si inizia ad intravedere la luce fuori dal tunnel della crisi dettata dall’emergenza sanitaria, avrebbe “ripercussioni drammatiche per i consumatori”.

Alla fine del 2021, in Italia, secondo quanto emerso da un’indagine di Coldiretti, un chilo di grano tenero era venduto a circa 32 centesimi, mentre un chilo di pane acquistato dai cittadini aveva un valore medio di 3,20 euro al chilo. Il rincaro, già a novembre 2021, rispetto agli anni precedenti, era di 12 volte maggiore. Oggi, a febbraio, la stretta sui prezzi sembra non voler fare dietro front sino ad arrivare, in alcuni panifici del Barese, a sfiorare anche quasi 4 euro al chilo.

In particolare, a seconda del luogo in cui si compra il pane (supermercato o panificio) e anche dalla tipologia, il prezzo varia. Per il “pane semplice”, come le rosette, nei supermercati si va dai 2 euro e 90 ai 3.20 al chilo. Per le altre tipologie di pane, tra cui quello di semola, si va dai 3.50 ai 3.90. Il prezzo cambia se si compra nei panifici dove il pane di semola (basandoci sulla ricerca effettuata su un piccolo campione), oscilla dai 3.60 ai 3.70, mentre il pane ai cereali arriva anche a 6 euro e 10 al chilo. “Il pane commerciale, ha spiegato un panettiere del Barese, “lo vendiamo dai 3 ai 4 euro al chilo, dipende dalle preparazioni, quello a lievito madre lo vendiamo anche a 8 euro al chilo” – ha sottolineato.

“Ormai anche il pane è diventato un lusso – ha raccontato una cittadina incontrata proprio all’esterno di un panificio che, con lo scontrino alla mano ha aggiunto: “ho pagato quasi 8 euro per circa due chili di ciabattine di semola morbide, perché quello duro costa caro ai denti e soldi per il dentista non ne stanno. A casa di pane ne consumiamo tanto, ognuno ha il suo preferito. In totale ho speso 14.37 euro (foto in basso). Al chilo le ciabattine morbide vanno  3 e settanta. Uno non può neanche più concedersi la libertà di fare la scarpetta. Se continua così, tra bollette e aumento della benzina o di beni preziosi come il pane, a fine mese come ci arriviamo?” – ha concluso.

Secondo Romito, in particolare, ad oggi, si registra un effetto specchio dei commercianti che, per non trovarsi impreparati agli aumenti in bolletta incrementano i prezzi “quasi come meccanismo di difesa”. A pagarne le conseguenze sono però proprio i consumatori. Bari, nello specifico, secondo quanto emerso da uno studio elaborato dal Codacons, su dati del Ministero dello Sviluppo economico è la città più cara del Mezzoggiorno d’Italia per quanto riguarda il comparto alimentare: si spendono oltre 80 euro, circa il 20% in più rispetto a Napoli. Tra le voci di spesa più alte proprio il pane, ma anche carne, ortaggi e verdura.

“Abbiamo un’attività di rilevazione dei prezzi che stiamo portando avanti da un po’ di tempo – ha sottolineato Romito – l’obiettivo è verificare che i prezzi non subiscano tensioni anomale. Al momento non si è registrato un incremento dei come quello che c’è stato sull’energia. Un aumento anomalo si è registrato però oltre che sui prodotti da forno e pasta, anche su verdura di serra, specie se confezionata. Aumenti insoliti e inaspettati si sono registrati anche nel settore della vendita di snack e altre tipologie simili. Alcuni possono essere in parte giustificati dall’aumento dell’energia elettrica, ma il timore reale è che sulla scorta del panico generato dalle notizie sull’incremento dei prezzi dell’energia ci sia una specie di liberi tutti che permetta di trasferire l’aumento sul prezzo dei prodotti finiti. Questo nonostante il Governo intenda mantenere le bollette in una fascia ragionevole andando incontro ai cittadini con bonus” – ha specificato.

Secondo il coordinatore dell’associazione, in tal proposito, andrebbe costituito un osservatorio prezzi in ambito territoriale. “Dobbiamo evitare che ci siano aumenti ingiustificati – ha aggiunto – andrebbe immediatamente costituito un osservatorio. Forse, dopo un lungo periodo, stiamo venendo fuori dal momento difficile, certamente i consumatori non hanno possibilità di affrontare gli aumenti. Vanno tutelati” – ha concluso.

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