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Insulti, offese e un diffusa sensazione di scarsa sicurezza. Così dopo l’aggressione omofoba a Bari dello scorso 3 luglio, sembra iniziato il rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine all’interno del parco Rossani. Proprio dove si è tenuta l’aggressione brutale ai danni di alcuni ragazzi, offesi per il loro modo di vestire o semplicemente di essere, come tanti altri della comunità Lgbtqia+ poche ore dopo il Bari Pride.

Con ogni probabilità, in attesa dell’intervento della Prefettura e della Polizia locale per acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza, ad agire sono stati dei giovanissimi in branco. Una o più baby gang che aveva già fatto parlare di sé nella cronaca cittadina. Ieri l’ennesimo episodio: una donna a passeggio è stata ingiuriata a distanza dal branco, con in mano bottiglie di birra che poi sono state abbandonate sul prato. “Putt…, vattene via”, a cui si aggiungono altre espressioni ingiuriose senza alcun motivo, qualora ce ne dovesse essere uno per giustificarli.

Però la donna in questione non ha avuto nessun dubbio. Dopo aver avvisato questi ragazzi e ragazze ha riferito la scena agli agenti di polizia appostati all’esterno. Da lì, in pochi attimi la decisione di intervenire, cercando un dialogo con il gruppetto con l’obiettivo di far capire gli atteggiamenti da evitare in una zona aperta a chiunque. La discussione però sembra aver portato a poco, i più facinorosi hanno girato le spalle e mentre si allontanavano ad alta voce si vantavano di come si erano rivolti in modo “impiccioso” con gli agenti.

Quello della sicurezza è un tema decisivo per il futuro del parco Rossani. Che per molti è già diventato la nuova piazza Umberto, nota ai residenti per i furti e lo spaccio a cielo aperto. Intanto il sindaco Antonio Decaro, rassicura: “Questa aggressione non può e non deve restare impunita. Dobbiamo dare subito un segnale di presenza e di vicinanza alle famiglie che non possono avere paura di vedere i propri figli frequentare un parco cittadino”.


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