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Partirà oggi lo sciopero dei benzinai e a Bari come in tante città di Puglia e di Italia lunghe code per i rifornimenti. Dalle 19 infatti sulla rete ordinaria e dalle 22 sulle autostrade i distributori saranno chiusi per due giorni. Quindi fino alla stessa ora del 26 gennaio. Lo sciopero coinvolge anche gli impianti self-service, mentre potrebbero restare aperti gli impianti self gestiti direttamente dalle compagnie petrolifere.

La mobilitazione è stata indetta da Faib, Fegica e Figisc/Anisa, che raccolgono circa il 70% dei 22mila distributori attivi in tutta Italia. Le sigle sindacali hanno spiegato a soli pochi minuti dallo stop in una nota che “il Governo, invece di aprire al confronto sui veri problemi del settore, continua a parlare di ‘trasparenza’ e ‘zone d’ombra’ solo per nascondere le proprie responsabilità e inquinare il dibattito, lasciando intendere colpe di speculazioni dei benzinai che non esistono”. Quindi, aggiungono, “ristabilire la verità dei fatti diviene prioritario”. Due locandine, una con gli orari dello sciopero e una breve spiegazione e un’altra per indicare tutte le ragioni della protesta, sono state predisposte e saranno affisse nelle varie stazioni di servizio.

A nulla quindi è servito l’appello del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ai benzinai: “Revocate lo sciopero, è solo un danno per i cittadini”. Le principali associazioni di categoria hanno comunque confermato la chiusura di 48 ore delle stazioni di servizio.

Nessun dietro-front c’è stato anche dal Governo sui carburanti ma anzi la replica della premier è stata chiara. Alcuni avevano infatti invocato Giorgia Meloni per un ripensamento sul decreto Trasparenza sui prezzi di benzina e gasolio e avrebbero aspettato un segnale positivo fino a un minuto prima della chiusura.

Ma Giorgia Meloni è stata netta: “Il provvedimento è giusto, non si torna indietro”, chiarendo che “nessuno vuole colpire la categoria”. La presidente del Consiglio spiega: “Li abbiamo convocati già due volte, il governo non ha mai immaginato provvedimenti per additare la categoria dei benzinai ma per riconoscere il valore dei tanti onesti. Poi la media del prezzo non diceva che erano alle stelle. Sono state molto poche le speculazioni. Ma non potevamo tornare indietro su provvedimento che è giusto, pubblicare il prezzo medio è di buon senso. Su altro siamo andati incontro”.

Intanto sullo sciopero dei benzinai incombe anche una denuncia del Codacons alla Procura della Repubblica di Roma “per la possibile fattispecie di interruzione di pubblico servizio”. Ne dà notizia l’associazione dei consumatori, che ha depositato un formale esposto alla magistratura.

“Sospendere in modo totale il servizio per 48 ore, sulla rete urbana e sulle autostrade, sia per la modalità servito che per il self service rappresenta una decisione gravissima che va oltre uno sciopero di categoria e creerà enormi e ingiustificati danni al paese e ai cittadini – spiega il Codacons –. Uno sciopero che appare ancor più immotivato e sbagliato se si considera che il Governo, su richiesta degli stessi benzinai, ha annacquato il decreto trasparenza, eliminando l’obbligo di indicazione giornaliera dei prezzi medi e riducendo drasticamente le sanzioni per i distributori scorretti.

Dopo aver ottenuto con le nostre denunce l’apertura di indagini da parte di Antitrust, Guardia di Finanza e Procure di tutta Italia in relazione alle anomalie dei listini dei carburanti, ci vediamo costretti ad intervenire nuovamente a livello legale per tutelare i diritti dei consumatori – prosegue il Codacons –. Per questo ci rivolgiamo alla magistratura affinché accerti se la protesta dei benzinai, per la durata e per le abnormi modalità di attuazione, possa configurare possibili reati come l’interruzione di pubblico servizio – conclude il Codacons”.


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