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Fugge dal bar senza pagare, scatta la condanna per rapina impropria

E' quanto deciso dai giudici della Cassazione

Pubblicato da: redazione | Ven, 21 Aprile 2023 - 11:24
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Clienti scappano senza pagare al bar o al ristorante? Scatta la condanna per rapina impropria. È escluso, infatti, che si configuri il più tenue reato di tentato furto per l’uomo che scappa dal bar senza pagare i cornetti da asporto che ha chiesto: l’azione decisiva a integrare il delitto ex articolo 628, comma secondo, Cp è quando il malintenzionato afferra la busta con le brioches e corre fuori dal locale inseguito dalla banconista: usurpa in modo unilaterale il dominio sulla res. E risponde pure di lesioni dolose perché mette in moto l’auto per fuggire mentre la barista non molla, aggrappandosi allo sportello per non farlo allontanare. È quanto emerge dalla sentenza 15642/23 pubblicata il 13 aprile 2023 dalla seconda sezione penale della Cassazione. Diventa definitiva la condanna a un anno, un mese e cinque giorni di carcere, più 360 euro di multa, inflitta al trentasettenne che fugge senza pagare il conto da un bar di Vicenza.

Ma non fa i conti con l’atletica barista che cade rovinosamente a terra dopo essersi attaccata alla portiera dell’auto, pur di non perdere i pochi euro dei cornetti presi all’improvviso dal bancone. Non giova alla difesa dedurre che al massimo si configurerebbe il tentato furto: quando l’imputato afferra la busta e scappa con i cornetti compie una vera e propria sottrazione invito domino, contro la volontà del proprietario. E ciò perché ha ottenuto la disponibilità delle brioches facendo finta di voler pagare e dunque manifestando alla persona offesa un intento mendace. Per gli ermellini, infatti, di cui ha scritto il sito Cassazione.net: “Lo spossessamento della merce subito dalla banconista, infatti, non è il risultato di un «consenso carpito», cioè di un atto di disposizione patrimoniale liberamente assunto, sia pure sulla base di una rappresentazione della realtà falsata nei suoi elementi fattuali: è piuttosto la conseguenza di una coercizione della volontà della banconista, determinata dall’attività fraudolenta dell’uomo. E ciò perché la persona offesa risulta indotta a cedere la disponibilità materiale della merce in suo possesso in attesa del pagamento del prezzo: il successivo uso di violenza per assicurarsi il possesso delle brioches integra allora il delitto di rapina impropria”.

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