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Bari ricorda lo sbarco della Vlora: “Fu simbolo rinascimento città”

Questa mattina la cerimonia per ricordare quanto accaduto nel 1991, ecco gli eventi previsti in serata

Pubblicato da: redazione | Mar, 8 Agosto 2023 - 15:09

Oggi l’amministrazione comunale, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, ricorda l’8 agosto del 1991, il giorno in cui nel porto di Bari attraccò la nave Vlora con a bordo 20mila profughi albanesi. Sin da questa mattina sono stati moltissimi gli eventi dedicati al ricordo di quella giornata rimasta nella storia del capoluogo pugliese.

Alle  11.30, sul palcoscenico del teatro Piccinni, l’assessore alle Culture e Turismo Ines Pierucci, insieme alla giornalista Annamaria Minunno, ha ricordato come l’arrivo della Vlora abbia rappresentato un evento storico per la città di Bari e per l’Italia intera, e come nel capoluogo pugliese quell’evento sia stato vissuto all’insegna dell’accoglienza e della solidarietà, valori del culto nicolaiano divenuti parte della comune identità culturale. Nell’occasione Ines Pierucci ha consegnato a Duli Caja, sarto e artista albanese, autore dell’arazzo esposto nella sala giunta di Palazzo di Città, una pergamena che recita: “Ad Avdul Caja, detto Duli, che ha donato alla città di Bari un grande arazzo, realizzato con scampoli di tessuto colorato, che rappresenta la Vlora e che si compone di circa 18 mila bottoncini cuciti sulla stoffa a richiamare il numero di persone a bordo della nave l’8 agosto del 1991 attraccò nel porto di Bari con il suo carico di umanità. L’opera, esposta nella sala giunta di Palazzo di Città, a Bari, racconta il dolore di quella disperata migrazione per mare e suscita in tutti i visitatori una spiccata curiosità e una forte emozione in quanti hanno vissuto quei giorni di portata storica. L’arazzo reca con sé un messaggio di pace e fratellanza che ben interpreta sia la scelta dell’allora sindaco Dalfino e dei cittadini baresi che si adoperarono in ogni modo per essere d’aiuto a quelle donne e quegli uomini disperati, sia gli intendimenti dell’attuale amministrazione, promotrice del dialogo e della convivenza pacifica, nel rispetto di ogni differenza”.

A seguire Annamaria Minunno ha chiamato sul palco alcuni dei testimoni dell’evento: Eva Karafili, una dei passeggeri della Vlora che da allora vive e lavora a Bari, Nicola Montano, ispettore di Polizia di Stato che gestì le prime operazioni dell’arrivo in porto, Luca Turi, giornalista e fotoreporter, grande conoscitore del Paese delle Aquile. A ciascuno di loro è stata consegnata una targa, rispettivamente da Daniela Mazzucca, prima donna sindaco di Bari, da Gianni Stea, assessore regionale, e da Giuseppe Dalfino, figlio dell’allora sindaco Enrico Dalfino, che criticò apertamente la scelta del Governo di concentrare i ventimila della Vlora nello stadio della Vittoria: “Sono persone, persone disperate. Non possono essere rispedite indietro, noi siamo la loro unica speranza”. Al termine della breve cerimonia, sul palco del teatro comunale, è andato in scena lo spettacolo “La nave dolce” di Daniela Nicosia, produzione Tib teatro, con Massimiliano di Corato.

“Il rinascimento barese è iniziato 32 anni fa con l’arrivo della Vlora – ha commentato l’assessore  Pierucci – è stato uno spartiacque storico. Da quel momento, a due anni dalla caduta di Berlino, una serie di dittature sono state spazzate via dall’Europa, nella quale speriamo l’Albania possa rientrare al più presto. Se avessimo imparato qualcosa da quell’esperienza migratoria così importante sicuramente avremmo gestito diversamente le migrazioni attuali. Ci fu molta accoglienza da parte dei baresi e tanto spirito di adattamento da parte dei baresi”- ha concluso.

Il programma della giornata proseguirà alle ore 19, negli spazi del Museo Civico, con la proiezione del documentario “Storie di un evento straordinario – La Vlora, il volto dell’accoglienza”, regia di Vincenzo Losito e Stefano Sasso”. Il documentario prova a ricostruire qualcosa che per anni, a causa dei fatti di cronaca, politica locale e nazionale, è stato oscurato: il valore dell’ospitalità della comunità barese in quel caldo 8 agosto del 1991. Un fotografo, un imprenditore, una mediatrice culturale, un professore, un’artista, una casalinga e un avvocato, attraverso i loro ricordi e le loro storie, ricostruiscono quest’evento straordinario ripercorrendo le tappe del viaggio dall’Albania al suo approdo a Bari, ponendo l’attenzione sul valore dell’ospitalità a trent’anni dall’accaduto.

 

 

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