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Bari, a Palese via Speranza tra lavori a metà e degrado: “Pericolosa”

La denuncia: "Dopo cinque anni dalla morte di una ragazza nulla è cambiato davvero" - FOTO

Pubblicato da: Francesca Emilio | Sab, 26 Agosto 2023 - 14:25

“Sono passati cinque anni da quando su questa strada è morta una ragazza, hanno fatto dei lavori si, ma in fondo nulla è cambiato davvero”. A raccontarlo a Borderline24 è un residente di Palese, nel Municipio 5, fortemente preoccupato per la situazione in cui, ancora oggi, si trova via Francesco Speranza, strada che collega Palese a Santo Spirito, ma è anche arteria di raccordo per mete come Bitonto e Bari. Qui, travolta da un’auto mentre era in transito sulla sua biciclette, morì Giorgia Soriano, un evento che scosse l’intera comunità che si riunì per chiedere maggiore sicurezza su quel tratto. Da allora però, denunciano i residenti “non sono cambiate molte cose”.

Dalle auto che sfrecciano, alla scarsa luminosità, sino alla pista ciclabile che, evidenzia il residente “finisce nel vuoto” e non è presente nel tratto in cui la ragazza perse la vita, “pericoloso tutt’oggi”. Ma non solo, anche degrado e abbandono in una strada che di fatto, è molto trafficata, sia dalle auto, sia dai ciclisti e dai pedoni che la utilizzano per raggiungere Palese o Santo Spirito. “Possibile che dopo cinque anni sia stato fatto solo questo? – prosegue il cittadino – senza contare che, quando si occupano del nostro quartiere, le pensano una più assurda dell’altra. Ma non chiedono mai a chi ci vive? I politici vengono qui sempre e solo a fare le passerelle, ma non si rendono conto di quanto rendano difficile la quotidianità. Questa strada è ancora pericolosa, forse lo è ancora di più” – evidenzia.

I lavori, iniziati nel novembre del 2021 e realizzati per un importo di 733.832,80 euro nell’ambito dell’accordo quadro per la manutenzione di strade e marciapiedi, si sviluppano su una lunghezza complessiva di circa 450 metri (dunque da via Capitaneo fino in prossimità del sottopasso della strada provinciale 91). Questi ultimi hanno riguardato un ridisegno della sezione stradale. Nel dettaglio è stata effettuata una riduzione delle corsie, con due nuove corsie da 3.50 metri l’una (larghezza massima prevista per legge negli ambiti urbani). Inoltre sono stati aggiunti dei posti su entrambi i lati della strada, ma è stato anche realizzato l’ampliamento e il rifacimento dei marciapiedi che costeggiano la strada con la realizzazione di una pista ciclabile bidirezionale su uno dei due. Nei lavori è stata esclusa, almeno momentaneamente (anche se si era parlato in passato dell’esecuzione di una progettazione in merito), la seconda parte della strada, ovvero il lato in cui si è consumata la tragedia che portò il sindaco Antonio Decaro, in visita nel corso di una commemorazione, a promettere che, sottolinea il residente “le cose sarebbero cambiate”. Invece, prosegue il cittadino “sono partiti dalla parte della strada sulla quale c’era da lavorare si, ma non con così urgenza legando i residenti ad una falsa speranza e al rischio che ci scappi ancora il morto”.

Ad oggi, infatti, continua a preoccupare proprio per quel tratto dove sono presenti i messaggi in memoria di Giorgia Soriano. Il luogo risulta ancora sprovvisto di segnaletica che possa evidenziare la presenza di pedoni o ciclisti che, tra assenza di pista ciclabile (in quel tratto) e marciapiede sconnesso, sono costretti a transitare sulla strada, “poco illuminata di sera” sottolinea il residente. Ma non solo, nonostante i tentativi di persuadere gli automobilisti “convinti di transitare su un tracciato da piloti sportivi”, le auto e le moto continuano a sfrecciare a tutte le ore “effettuando sorpassi che a corsie ristrette risultano anche più pericolosi”. Non è finita qui, anche sul tratto in cui sono stati effettuati i lavori permangono dei dubbi.

“Hanno posizionato una marea di specchietti per le auto che escono dai cancelli, ma non hanno pensato a rendere la pista ciclabile realmente accessibile, né tanto meno il marciapiede – sottolinea il residente – purtroppo, per comodità, molte biciclette transitano in strada. Senza contare che ad un certo punto la pista ciclabile finisce e nel mezzo della strada sono presenti, solo da un lato, i lampioni che però, sinceramente, potevano essere pensati in maniera diversa, così sono davvero brutti e messi quasi nel mezzo del marciapiede. Ma perché non hanno pensato ad un bel percorso pieno di natura, adatto davvero a pedoni e ciclisti, magari con l’opportunità di rendere quella strada vivibile e non abbandonata al degrado e all’abbandono come è ancora oggi, dove tra lavori a metà ed erba incolta fa davvero paura. Quella strada ogni giorno è utilizzata da molte persone, autisti ma anche tanti ragazzi e ragazze che la utilizzano per arrivare a piedi da Palese a Santo Spirito e viceversa. In cinque anni si sarebbe potuto fare molto di più se davvero ce ne fosse stato l’interesse. Le colpe per le tragedie non sono solo dei cittadini poco attenti alla guida, ma anche di chi si dimentica di chi vive il territorio non consentendogli di poter godere delle proprie strade in totale sicurezza” – conclude.

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