Se sulla carta siamo nel 2024 nelle urne elettorali siamo all’anteguerra. A raccontare a Borderline24 la “dialettica da seggio”, è il presidente di uno degli oltre trecento “basi logistiche” del voto. “Gli elenchi sono due – racconta – uno celeste e uno rosa per contraddistinguere gli elettori dalle elettrici. Una cosa non particolarmente moderna ma accettabile se non ci fosse per le donne la dicitura “in”. Che si ripete anche se la donna in questione è ad esempio una vedova”. Per essere più chiari Maria Rossi, ad esempio, in… e si aggiunge il cognome del marito. E non solo: “Qualsiasi modulistica è al maschile. Assurdo, questi sono i veri retaggi che ancora serpeggiano ovunque. Persino in prossimità di un voto”. E i problemi ai seggi sono stati anche altri: “La cancelleria almeno nel mio è stato procurata grazie alla buona volontà del singolo”. E se qualcuno avesse la curiosità di sapere qual è il passaggio obbligatorio da compiere quando alle ore 7 si aprono le urne, è presto detto: “Dobbiamo compilare un modulo che informi sul meteo. In sostanza mettere una crocetta su nuvoloso, soleggiato ecc ecc”. A conferma che il buongiorno si vede dal mattino.
Bari, la parità di genere non è da seggio: “Retaggi da anteguerra”
Il racconto
Pubblicato da: Rosanna Volpe | Mar, 25 Giugno 2024 - 09:25
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