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Omicidio 55enne nel Barese, forse una spedizione punitiva

Secondo gli inquirenti si tratterebbe di una spedizione punitiva di natura familiare, per venerdì è attesa l'autopsia

Pubblicato da: redazione | Mer, 18 Dicembre 2024 - 18:02
foto freepik

Sarà affidato venerdì prossimo al professor Antonio De Donno, dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo di Nicola Manzi, il 55enne ucciso lunedì pomeriggio a Corato, in provincia di Bari. L’esame autoptico è previsto entro sabato mattina.

Manzi è stato colpito a morte da colpi di arma da fuoco in quella che gli inquirenti ritengono essere una vera e propria spedizione punitiva di natura familiare. Al momento dell’agguato, si trovava in via Salvi, nei pressi della sua abitazione alla periferia della città, insieme al fratello Michele, di 41 anni, rimasto gravemente ferito.

Per l’omicidio sono stati arrestati Nicola Pilato, di 52 anni, e i suoi figli Gabriele e Savino, rispettivamente di 18 e 22 anni. I tre, cognato e nipoti della vittima (figli della sorella), sono accusati a vario titolo di omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e tentato omicidio per il ferimento di Michele Manzi, attualmente ricoverato in gravi condizioni presso l’ospedale di Bari, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Nell’ambito della stessa indagine è stata fermata anche Marianna Balducci, moglie della vittima, accusata di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Durante l’assalto, la donna avrebbe risposto al fuoco utilizzando la pistola del marito e avrebbe inseguito i tre aggressori in fuga.

Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, i presunti responsabili avrebbero raggiunto la vittima a bordo di un’utilitaria. Il primo a scendere dall’auto e ad aprire il fuoco sarebbe stato Nicola Pilato, che avrebbe mancato il cognato e suo fratello. Successivamente sarebbe intervenuto il figlio 18enne che, impugnando un fucile avrebbe sparato, uccidendo lo zio e ferendo gravemente il secondo fratello. Dopo l’aggressione, i tre sarebbero fuggiti, inseguiti dalla moglie della vittima. Le armi utilizzate nel delitto non sono state ancora recuperate.

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