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Low cost e di seconda mano: il nuovo modo di fare acquisti in Italia

Boom della fast fashion

Pubblicato da: redazione | Sab, 12 Aprile 2025 - 09:20
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In Italia è boom della fashion e degli acquisti di capi di seconda mano. E’ quanto emerge da un’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli per Udicon (Unione per la Difesa dei consumatori) che mette in risalto come il canale online è il principale per l’acquisto di capi low cost, nel 37% dei casi. Il digitale si conferma più un canale “per giovani”, con il dato più alto tra i 35 e i 54 anni. Il principale motivo per acquistare da marchi fast fashion – si sottolinea nella ricerca – nel 66% dei casi è il prezzo basso, ma tra i giovani tanti pensano che acquistare capi di abbigliamento a basso costo o di seconda mano sia un modo “per stare sempre in linea con le ultime tendenze”.

Nel dettaglio, 4 italiani su 10 hanno acquistatofast  almeno una volta abbigliamento di seconda mano, e tra loro il 57% preferisce appunto le piattaforme online cime eBay, Depop, Vinted. Tra i meno giovani invece va sempre più di moda lo shopping nei mercatini. Il principale incentivo per l’acquisto di prodotti second hand – si sottolinea dunque nella ricerca – è il prezzo più basso (78%), ma tanti indicano anche la necessità di acquisti che siano in linea col principio della sostenibilità (44%).

Per gli acquisti online, infine, il 47% dei rispondenti acquista mensilmente, mentre il 28% lo fa settimanalmente. “L’indagine conferma un dato ormai strutturale dove il risparmio è diventato un motore potente delle scelte d’acquisto”, afferma Martina Donini, presidente di Udicon: “Il digitale è diventato il principale canale di acquisto per i capi low cost e a guidare questa tendenza – spiega – è senza dubbio Amazon (58%), che si impone come piattaforma di riferimento assoluto per chi cerca risparmio, comodità e ampia scelta”.

“Questa egemonia – aggiunge – però non può farci dimenticare che anche il low cost deve sottostare a regole precise: trasparenza nelle informazioni, sicurezza dei prodotti, correttezza nei tempi di consegna e nelle modalità di reso. Il prezzo basso non può e non deve mai giustificare la mancanza di garanzie. I consumatori hanno il diritto di sapere cosa comprano, da chi lo comprano e con quali condizioni di tutela”

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