Dalla malattia cronica alla startup. E’ la storia di Giulio, cittadino barese di 27 anni che basandosi sulla sua esperienza personale ha deciso di aiutare “chi soffre come lui”. Ma andiamo per gradi. Dopo anni di malattia intestinale cronica e un intervento chirurgico che ha comportato la rimozione completa del colon, la vita di Giulio ha cambiato direzione: cure costanti, terapie specifiche, dieta controllata e spese mensili ingenti sono diventati parte della quotidianità.
Secondo quanto racconta, solo per mantenere le condizioni minime di salute Giulio sostiene costi stimati in circa 500 euro al mese: 250 euro per trattamenti contro le aderenze cicatriziali, 150 euro per probiotici non rimborsati dal sistema sanitario e 100 euro per visite e materiali nutrizionali. Spese che si sommano alle difficoltà fisiche e psicologiche di una malattia cronica. Proprio da questa condizione è nata però un’idea. Le proteine in polvere disponibili in commercio, spiega, “mi provocavano dolore e problemi intestinali, oltre ad avere costi elevati”. Così, sfruttando le proprie competenze scientifiche, ha iniziato a studiare e formulare autonomamente un integratore proteico naturale, pensato per essere più tollerabile da chi soffre di disturbi intestinali.
Quello che inizialmente era un esperimento personale si è trasformato in una startup, con l’obiettivo di mettere il prodotto a disposizione di altre persone nella stessa situazione. Parallelamente, però, Giulio continua a far fronte alle spese mediche e alle cure necessarie. Per sostenere questo percorso, con la volontà di aiutare chi come lui vive nella stessa condizione, Giulio ha avviato una raccolta fondi finalizzata a coprire parte dei costi sanitari e a proseguire lo sviluppo dell’integratore. “Sapere che la mia esperienza può diventare utile per altri — afferma — dà senso alla battaglia quotidiana. Ogni contributo mi aiuta a continuare le cure e il lavoro su proteine adatte a intestini sensibili”. L’obiettivo primario è quello dei 4mila euro, somma con cui, una storia nata dal dolore, potrà trasformarsi in un’opportunità di supporto a chiunque vive nelle stesse condizioni.
Foto raccolta GoFundMe