Individuare biomarcatori cerebrali in grado di favorire diagnosi più precoci e terapie mirate per disturbi psicologici in età adolescenziale, come il disturbo borderline di personalità e il disturbo bipolare. È l’obiettivo di una ricerca internazionale alla quale partecipa Alessandro Grecucci, professore di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
L’ateneo rende noto che il team di ricerca ha pubblicato negli ultimi mesi una serie di studi su riviste scientifiche internazionali, concentrandosi su popolazioni cliniche finora poco investigate e utilizzando strumenti avanzati di intelligenza artificiale e machine learning.
In un primo lavoro, pubblicato sul Journal of Affective Disorders e dedicato al disturbo borderline di personalità, sono state evidenziate specifiche alterazioni strutturali del cervello associate a disregolazione emotiva, ansia e condotte autolesive negli adolescenti affetti da questa patologia. Riconoscere questi marcatori neurobiologici in una fase precoce, sottolineano i ricercatori, può risultare decisivo per anticipare la diagnosi e intervenire tempestivamente. Un secondo studio, pubblicato su Psychiatry Research: Neuroimaging, riguarda invece il disturbo bipolare e analizza come il cervello degli adolescenti presenti modifiche diverse in base allo stato clinico — mania, depressione o remissione — integrando dati strutturali e funzionali attraverso un approccio combinato. Le ricerche, spiegano dall’Università, puntano a definire strumenti diagnostici più precisi e personalizzati, aprendo la strada a percorsi terapeutici sempre più mirati per i giovani pazienti.