La povertà energetica non coincide con la povertà assoluta ma impedisce alle persone di scaldare adeguatamente le proprie abitazioni in inverno o raffreddarle in estate. “Oggi – ricorda il Codacons – in Italia il 9,1% della popolazione è in povertà energetica e con la prossima transizione ecologica ed il costo dell’energia destinato a salire, questa percentuale salirà. Siamo fortemente preoccupati per le conseguenze sociali che questo fenomeno potrebbe avere a partire dall’aumento delle ospedalizzazioni.
È urgente – dice l’associazione – un’azione integrata e sinergica da parte di tutte le istituzioni, le politiche nazionali si coordinino con le iniziative territoriali. L’obiettivo è integrare le misure di emergenza (bonus) con azioni strutturali a lungo termine, per questo abbiamo proposto: di portare il tetto ISEE per i bonus energetici a 25.000€ scaglionando i sussidi; di incentivare l’acquisto di elettrodomestici efficienti attraverso sgravi e finanziamenti; di riqualificare il patrimonio edilizio partendo dall’edilizia popolare con incentivi concreti; di incentivare l’autoconsumo diffuso portando a livello nazionale i limiti geografici di utilizzo; di abbattere il costo delle bollette energetiche anche attraverso la rivisitazione di oneri ed iva; di formare di più e meglio i consumatori su strumenti e comportamenti per un corretto consumo energetico. La povertà energetica non è solo il peso di una bolletta, è una diseguaglianza che lascia intere famiglie al freddo e al buio”.