La Puglia conferma il suo primato nell’agricoltura biologica, con oltre 318mila ettari coltivati secondo il metodo bio, in crescita del 2,4% rispetto all’anno scorso. Un segnale chiaro della forza di un settore che ormai tocca tutti i comparti agricoli della regione e che continua a guadagnare terreno anche tra i consumatori, grazie a prezzi più contenuti e a prodotti sempre più apprezzati per freschezza e qualità.
Secondo i dati del Rapporto Bio in cifre 2025 di Ismea, l’interesse per i prodotti biologici è in aumento anche nella grande distribuzione: frutta e ortaggi registrano crescite tra il 2,7% e il 3%, mentre uova fresche (+10,4%) e oli vegetali (+31,8%) mostrano incrementi significativi. Non mancano altri alimenti in crescita, come miele (+5%) e bevande analcoliche (+3,8%), a conferma di una domanda in evoluzione verso prodotti salutari e certificati. Alcune categorie, però, come carne (-3,5%), salumi (-19,1%) e vino (-1,6%), registrano flessioni, probabilmente legate a cambiamenti nelle abitudini di consumo.
A spingere il comparto sono soprattutto le aziende agricole e i produttori esclusivi, mentre cresce il modello di imprese integrate, che uniscono produzione e trasformazione, segno di un settore sempre più strutturato. Anche i mercati contadini giocano un ruolo crescente: un prodotto bio su due in Puglia arriva da un farmers market, un canale che rafforza il legame diretto tra produttore e consumatore e contribuisce alla fiducia nel biologico.
Secondo Coldiretti, un cittadino su cinque consuma regolarmente prodotti bio e molti sono disposti a spendere di più per alimenti certificati. La fiducia nel produttore è diventata il criterio principale nella scelta dei banchi nei mercati, confermando l’importanza della trasparenza e della relazione diretta tra chi coltiva e chi acquista.
Per consolidare questo percorso, Coldiretti sottolinea l’urgenza di valorizzare il biologico italiano, promuovendo filiere totalmente tricolori e il marchio nazionale del bio, così da permettere ai consumatori di riconoscere prodotti autentici e tutelare le imprese locali. Sullo sfondo, resta la sfida delle importazioni extra-UE, cresciute del 7,1% nel 2024, che rendono essenziale l’applicazione del principio di conformità e reciprocità, per garantire concorrenza leale e sostenere un’agricoltura bio solida e trasparente dal campo alla tavola.