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Giovinazzese la promessa degli scacchi e ha solo dieci anni: una storia di strategie e di scacco matto

La storia

Pubblicato da: redazione | Mer, 14 Gennaio 2026 - 11:30
foto bimbo scacchi
E’ di Giovinazzo la giovane promessa del gioco degli scacchi e il suo sogno sarebbe quello di diventare un campione, magari anche un Gran Maestro. Ha solo 10 anni Giuseppe Carbonara, ma è da quando ne aveva 7 che sfida Re, Alfieri, Torri e Regine. Una passione nata grazie alla sua mamma, Anna Di Reda, grande appassionata di scacchi, che ha saputo stimolarlo e accompagnarlo in questa singolare avventura.
L’ultima vittoria di Giuseppe risale a settembre scorso quando è stato proclamato vincitore della categoria under 10 al ‘Kalima Project – Chess Circuit 2025’, un torneo con oltre 100 partecipanti provenienti da tutta la Puglia e non solo ( nella foto allegata la sua visita al sindaco Michele Sollecito per mostrargli la targa della vittoria accompagnato dal papà).
“Quando tre anni fa ho visto che, una volta finiti i compiti, mio figlio stava sempre davanti al cellulare, ho iniziato a fargli praticare parecchi sport, calcetto, atletica, ma nulla lo prendeva “- racconta oggi con soddisfazione mamma Anna- “Poi, mi è venuta l’idea degli scacchi e ho cercato associazioni nella zona. L’ho trovata a Molfetta, l‘ASD Scacchiamo’, ed è così che in Giuseppe è scoppiata la passione. Lì ha giocato per due anni, poi la scorsa estate ho saputo dell’iniziativa del Kalima, il laboratorio scacchistico di Bari, che organizzava una serie di tornei, l’ho iscritto e da quel momento ha iniziato a vincere. Secondo il suo maestro, Giuseppe è una promessa”.
Ed effettivamente basta scambiare due chiacchiere con lui per accorgersi che Giuseppe non ragiona come un bambino di soli dieci anni. “Gli scacchi, oltre ad essere un semplice gioco di logica, sono uno stimolo per il cervello, se non gioco per 24 ore, mi mancano – ci racconta Giuseppe con calma serafica-  Non è difficile giocare, anche se non conosco ancora le mosse di alcuni campioni del mondo. Mi piacerebbe diventare un campione, certo, penso al numero 1 al mondo, il norvegese Magnus Carlsen, o all’americano  Hikaru Nakamura, i miei idoli. I russi e gli indiani sono tra i più forti Gran Maestri, mi piacerebbe diventare uno di loro. Per me giocare a scacchi significa comprendere cose oltre quello che si sa già, si sta davanti a una scacchiera a pensare a mosse migliori perché le mosse sono infinite e bisogna riflettere sulle strategie da adottare. A volte bisogna sacrificare un pezzo degli scacchi per dare lo scacco matto finale”. Già, ma non solo a scacchi.
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