Non nasconde le difficoltà, ma prova a rimettere al centro il senso di responsabilità. Luigi De Laurentiis si presenta così davanti ai giornalisti nel giorno della presentazione di Moreno Longo come nuovo allenatore del Bari, scegliendo un tono diretto e, per certi versi, inedito. È lui stesso a riconoscere che la fase attraversata dal club è una delle più complicate vissute finora e per questo ha deciso di essere più presente in città, annunciando di fatto un trasferimento stabile a Bari per seguire da vicino squadra e società.
Il presidente biancorosso spiega di aver trovato in Longo un allenatore motivato e coinvolto, con cui il confronto sul mercato è continuo. La sensazione è quella di un ritardo da recuperare, ma anche della consapevolezza che il mercato di gennaio non consente scelte affrettate. I giocatori servono pronti, capaci di incidere subito, anche a costo di aspettare qualche giorno in più. La pazienza, pur sapendo che il tempo stringe, diventa una necessità.
Nel nuovo assetto societario un ruolo centrale lo ricopre Valerio Di Cesare, figura di riferimento interna e ormai proiettata verso responsabilità dirigenziali. De Laurentiis sottolinea il suo impegno totale e spiega come la sua presenza in città serva a rafforzare ulteriormente il lavoro del direttore sportivo e dell’allenatore, mandando un segnale chiaro anche allo spogliatoio.
Sul fronte mercato emergono anche i primi nomi. Caso ha scelto di non accettare la proposta, preferendo un’altra destinazione, una decisione che il presidente collega anche al clima di contestazione che si respira attorno alla squadra. Per Vicari il futuro sembra portare verso Reggio Emilia, mentre su Partipilo restano valutazioni aperte insieme al nuovo allenatore.
Il tema del rapporto con la tifoseria resta delicato. De Laurentiis ribadisce quanto la categoria sia fondamentale per la città e lancia un appello affinché le contestazioni possano trasformarsi in un sostegno capace di aiutare la squadra nelle 18 partite che restano. L’assenza dallo stadio o una pressione costante, in un momento così fragile, rischiano secondo il presidente di essere controproducenti.
Spazio anche al tema della possibile cessione del club, che al momento passa inevitabilmente in secondo piano. La classifica incerta rende più complesse eventuali trattative, ma la priorità resta il campo. Il dibattito sulla multiproprietà, ricorda De Laurentiis, accompagna il Bari da anni e non era certo un problema quando la squadra era vicina alla Serie A.
Poi la parola passa a Moreno Longo, che torna a Bari ripartendo da un chiarimento sul finale della sua precedente esperienza. La rottura, spiega, maturò dopo una sconfitta pesante a Cosenza e un confronto duro con la squadra che lasciò strascichi difficili da ricomporre. Nonostante questo, Longo rivendica il percorso fatto e racconta come l’idea del ritorno sia nata dopo un confronto schietto con il presidente.
Il nuovo tecnico guarda al presente con pragmatismo. Non è tempo di rivendicare appartenenze, ma di diventare squadra. Prima valorizzare ciò che c’è, poi intervenire sul mercato per alzare il livello. Longo rivendica un approccio istintivo alle sfide e chiarisce di non essere tornato per il contratto, ma per un progetto che gli ha offerto garanzie concrete.
Sul campo, almeno nell’immediato, non sono attese rivoluzioni. Contro il Cesena potrebbe scendere in campo la stessa formazione, mentre il mercato resta aperto solo a innesti realmente in grado di cambiare il volto della squadra. L’aspetto psicologico sarà decisivo: Longo si assume le responsabilità e chiede ai giocatori di affidarsi a lui, convinto che una sterzata sia possibile nonostante le difficoltà.
Nessun giudizio sui predecessori, Caserta e Vivarini, ma rispetto per il lavoro svolto. Le soluzioni tattiche restano flessibili, compresa l’ipotesi della doppia punta, legata però alle condizioni degli attaccanti. Tutti saranno valutati, Partipilo compreso, con l’obiettivo di non lasciare nulla per strada e provare a riaccendere anche chi finora ha reso meno del previsto.