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Può una canzone far venire o passare il mal di testa?

Il rapporto tra suono, sistema nervoso e dolore

Pubblicato da: Ylenia Bisceglie | Gio, 22 Gennaio 2026 - 21:07
rubrica bl24 (2)

C’è chi accende la musica per calmarsi e chi, dopo mezz’ora di cuffie, sente arrivare quel fastidio familiare alle tempie. Coincidenza? Suggestione? O la musica ha davvero un ruolo nel mal di testa? La risposta è: dipende.

Negli ultimi anni la scienza ha iniziato a osservare con più attenzione il rapporto tra suono, sistema nervoso e dolore.

Alcune ricerche di larga scala indicano che un ascolto prolungato o intenso di musica può essere associato a un aumento del rischio di mal di testa, soprattutto se il volume è alto o lo si ascolta troppo a lungo senza pause. Infatti, non solo ascoltatori occasionali: studenti di musica e musicisti stessi mostrano una alta prevalenza di dolore alla testa, spesso in combinazione con tensioni muscolari e ansia legate alle lunghe ore di pratica e alle richieste fisiche di strumenti particolari.

Ma attenzione: questo non significa automaticamente che la musica di per sé sia la causa. Spesso è la combinazione di fattori come stress, postura, tempo.

Può allora la musica può alleviare il mal di testa?

E qui arriva il bello: la musica non è solo potenziale “trigger”, può anche essere un antidoto naturale. Numerosi studi clinici e psicologici mostrano che: l’ascolto di musica rilassante o gradita può contribuire a ridurre la percezione del dolore e lo stress associato; interventi musicali personalizzati hanno portato a diminuzioni significative della frequenza e della durata degli attacchi di emicrania e anche che esiste una canzone composta appositamente nel tentativo di alleviare il mal di testa, studiata in collaborazione con un’università di Dublino e testata su centinaia di persone.

La musica agisce su più livelli: abbassa il cortisolo (l’ormone dello stress), stimola il rilascio di dopamina ed endorfine, distrae il cervello dal segnale doloroso e favorisce uno stato di rilassamento profondo. In pratica, non “cura” il mal di testa come una pillola, ma ne modifica l’esperienza. E questo, per il cervello, fa una differenza enorme.

Il punto chiave, allora, non è chiedersi se la musica faccia bene o male, ma come la ascoltiamo. Volume troppo alto, playlist aggressive in momenti di stanchezza, ascolto continuo senza pause possono trasformare un piacere in un fattore di stress. Al contrario, scegliere musica adatta al momento, concedersi silenzi, usare il suono come accompagnamento e non come invasione può renderlo un vero alleato del benessere mentale.

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