Con il riallineamento delle accise scattato il primo gennaio, l’Italia conquista il primato europeo per la tassazione sul diesel. Un’operazione che si traduce in una stangata da oltre 550 milioni di euro per gli automobilisti. Il punto critico non riguarda solo il pieno alle auto private, ma l’effetto domino che questo aumento genererà sui beni, soprattutto quelli di prima necessità. Da questo punto di vista, siamo estremamente preoccupati per l’impatto inevitabile che si avrà sui prezzi al consumo: in un Paese dove quasi il 90% delle merci viaggia su gomma, ogni centesimo di aumento sul diesel si traduce immediatamente in un rincaro dei prodotti sugli scaffali.
Chiediamo al Governo un intervento immediato per sterilizzare questi aumenti e rivedere una struttura fiscale sui carburanti che penalizza la competitività del Paese e il potere d’acquisto delle persone, già messo a dura prova nel corso degli ultimi anni.