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Castellana Grotte, l’ospedale De Bellis brilla nella cura di Crohn e colite ulcerosa

Il Centro di eccellenza pugliese è stato tra i protagonisti del ‘viaggio’ di IO ESCO

Pubblicato da: redazione | Gio, 12 Marzo 2026 - 15:08
de bellis conf stampa obesità (1)

Un riconoscimento speciale per l’eccellenza nella cura delle malattie infiammatorie intestinali arriva dall’IRCCS Ospedale Saverio de Bellis di Castellana Grotte, dove l’Unità Operativa Complessa di IBD ha ricevuto una menzione di merito da AMICI Italia e Alfasigma. Il premio è stato consegnato nel corso dell’evento scientifico “Una storia di passi avanti – Personalizzazione, Umanizzazione e Innovazione per i pazienti con colite ulcerosa e malattia di Crohn”, parte della campagna “Colite ulcerosa, IO ESCO”, pensata per promuovere un approccio più umano e su misura nella gestione di queste patologie.

Il centro pugliese si conferma così un punto di riferimento nel panorama nazionale, offrendo ai pazienti un team multidisciplinare capace di integrare competenze diverse e fondamentali per accompagnare ogni persona in un percorso di cura completo e personalizzato. La campagna IO ESCO, partita da un itinerario attraverso le principali regioni italiane, ha l’obiettivo di stimolare un vero cambiamento nella gestione della colite ulcerosa, puntando su personalizzazione, umanizzazione e innovazione, e di sensibilizzare anche le istituzioni verso il riconoscimento della malattia come condizione cronica complessa.

In Italia, almeno 264.000 persone convivono con malattie infiammatorie croniche intestinali, tra cui colite ulcerosa e malattia di Crohn, patologie che colpiscono soprattutto giovani-adulti e hanno un impatto significativo sulla vita sociale, lavorativa e affettiva. Dalla campagna emergono dati che raccontano la fragilità nascosta dietro i numeri: il 97% dei pazienti sente la necessità di un supporto psicologico, ma più di due su tre non ne hanno mai ricevuto alcuno.

Il riconoscimento ricevuto dall’Ospedale Saverio de Bellis non celebra solo l’eccellenza clinica, ma soprattutto la capacità dei professionisti di mettere al centro la persona, le sue emozioni e la qualità della vita durante il percorso di cura. Un traguardo che conferma come la medicina possa essere davvero “a misura di paziente”, integrando competenze, ascolto e innovazione per affrontare malattie complesse e dare valore all’esperienza quotidiana di chi convive con queste sfide.

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