Negli ultimi anni la presenza sui social non è più un “bonus” per le imprese creative o le grandi marche: è diventata praticamente indispensabile per quasi ogni tipo di realtà economica. Dal negozio di quartiere al brand internazionale, apparire sui social non significa solo esistere online, ma essere trovati, ascoltati e scelti dai clienti.
In Italia, oltre il 55% delle imprese utilizza almeno un canale social per comunicare con clienti e stakeholder, con una crescita annuale del 4,8%, una percentuale in crescita rispetto a pochi anni fa.
Secondo diverse ricerche, più dell’80% dei marketer afferma che i social media aumentano l’esposizione del brand e aiutano a raggiungere nuovi potenziali clienti con costi spesso inferiori rispetto alla pubblicità tradizionale.
Sostanzialmente i social permettono di ascoltare, rispondere e dialogare in tempo reale, trasformando follower in clienti fedeli e creando relazioni personali difficilmente ottenibili attraverso altri canali.
Essere sui social significa intercettare ciò che i consumatori pensano davvero, reagire a feedback pubblici e gestire crisi di reputazione con prontezza, un vantaggio enorme rispetto ai vecchi canali di comunicazione.
Non avere una presenza social oggi è un rischio reale. Per i consumatori moderni, i social sono una prima tappa per conoscere un’azienda o verificare la sua credibilità. Avere una presenza social non è più una moda: è strategia di business. Dalle vendite al servizio clienti, dalla brand awareness alla gestione della reputazione, i social sono diventati uno dei pilastri della comunicazione moderna. Ma per sfruttarli davvero e non trasformarli in una fonte di potenziali danni, serve una strategia chiara, contenuti di valore e una gestione attenta delle relazioni digitali.
In questo contesto, chi resta fuori rischia di veder scivolare lontano clienti, conversazioni e opportunità proprio sotto i propri occhi.