I carabinieri del Comando provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio di un 40enne originario di Brindisi, avvenuto nella notte del 4 maggio 2002 nell’area dello stadio San Nicola. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, contesta all’indagato l’omicidio in concorso, aggravato dai motivi abietti, dalla minorata difesa della vittima e dal fine di eseguire una rapina a mano armata.
Le indagini, coordinate dalla Dda e condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Bari, si sono basate su intercettazioni, servizi di osservazione, accertamenti scientifici e sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Gli elementi raccolti avrebbero consentito di ricostruire la dinamica del delitto e di individuare il presunto responsabile, già noto alle forze dell’ordine per precedenti contro la persona.
Secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal gip, tre uomini – uno dei quali nel frattempo deceduto e un altro divenuto collaboratore di giustizia – avrebbero pianificato una rapina ai danni di clienti di prestazioni sessuali a pagamento nella zona dello stadio. La vittima sarebbe stata indotta ad appartarsi in un’area isolata e poco illuminata, favorendo l’intervento dei complici. Nel tentativo di fuggire, l’uomo sarebbe stato raggiunto da almeno quattro colpi di pistola, esplosi dall’indagato con un’arma calibro 9×21 detenuta legalmente da uno dei partecipanti.
Dopo la sparatoria, gli autori avrebbero rovistato l’auto della vittima e spostato il veicolo per alcune centinaia di metri, lasciando però impronte digitali poi risultate determinanti. A distanza di circa venti giorni, sempre secondo gli inquirenti, avrebbero incendiato l’auto usata per la rapina per eliminare eventuali tracce. Decisivi per la riapertura e la definizione dell’inchiesta sarebbero stati i riscontri scientifici sulle impronte dattiloscopiche e palmari, oltre alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. All’esecuzione della misura cautelare seguirà l’interrogatorio di garanzia: la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo, nel contraddittorio tra le parti.