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Bari, aule sovraffollate e servizi igienici carenti: la rabbia dal Giulio Cesare

La comunità in protesta dopo l'annuncio dei doppi turni

Pubblicato da: redazione | Sab, 7 Febbraio 2026 - 16:18
scuola studenti

Scuola sovrappopolata, servizi igienici carenti e sporchi, aule di fortuna ricavate in stanze senza finestre, sicurezza dei lavoratori e degli studenti fortemente compromessa: è il quadro che emerge da un’ispezione dello SPESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) nella sede centrale del Giulio Cesare Romanazzi di Bari. Lo vi evince da una nota della comunità del G.Cesare-D.Romanazzi.

Così recita lo scritto: “La Dirigente, Rosangela Colucci, corre ai ripari, convoca con urgenza il consiglio di Istituto e impone i doppi turni: gli studenti del Liceo Linguistico si alterneranno con quelli del Tecnico, di pomeriggio, dalle 14 alle 20. Quaranta giorni in totale. Il disagio per la comunità scolastica è immenso. I doppi turni a secondo quadrimestre iniziato rappresentano un danno morale, fisico ed economico per tutti: progetti ed attività pomeridiane che saltano e che sono state già pagate; alunni pendolari che non sanno se c’è un mezzo di trasporto che possa garantire un rientro a casa a tarda sera; alunni agonisti che dovrebbero rinunciare ai loro allenamenti.

E vogliamo parlare degli studenti con disabilità?

Al mattino molti di loro arrivano a scuola con i pullmini della città metropolitana che non fanno servizio di pomeriggio. Lo stesso vale per gli educatori, anch’essi nominati dalla città metropolitana. E poi ci sono le terapie mediche, psicologiche o comportamentali che questi studenti fanno nelle ore pomeridiane, i pedagogisti che li seguono nello studio e che non sono disponibili al mattino.

Come evitare che si ritrovino in questa situazione terribile? Dovrebbero essere separati dal gruppo classe e frequentare la scuola al mattino, in totale solitudine, con buona pace di qualsiasi forma di inclusione? Inaccettabile.

Si poteva trovare una soluzione diversa? Magari giocando con anticipo rispetto a condizioni precarie di igiene e sicurezza che erano già note alla Colucci? Sin dall’inizio dell’anno scolastico, la Dirigente ha ricavato aule da tutti i locali disponibili, all’interno della scuola, eliminando spazi innovativi e preziosi come la web radio, l’aula podcast, l’agorà, la biblioteca e i laboratori multimediali. Non esiste più da tempo un’aula docenti e non c’è più neanche l’ufficio di vicepresidenza. Tutte le decisioni sono state assunte unilateralmente, ignorando a monte la possibilità di un confronto democratico con docenti, genitori e altre rappresentanze interne.

Peggio: ignorando il rischio a cui tutti, studenti e lavoratori, sono stati esposti sino a quando non è intervenuta lo Spesal. Come abbia potuto l’RSPP, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Sicurezza, dare il suo consenso, sino a pochi giorni fa, ad una situazione di igiene e sicurezza totalmente fuori controllo resta inspiegabile.

Si aggiunga che la scuola è sovrappopolata perché la Dirigente ha spostato d’imperio alcune classi dal plesso Curi, anche in questo caso senza mai confrontarsi con il Collegio docenti e il Consiglio di Istituto.

Ora l’ispezione dello Spesal rende urgente qualsiasi provvedimento. La turnazione delle classi sarebbe, forse, più tollerabile se avvenisse a settimane alterne, ma la Dirigente scolastica non transige: tre settimane consecutive, il pomeriggio, per ciascuno degli indirizzi della scuola.

La città metropolitana tra l’altro ha reso disponibili i locali della Asl di Enziteto, ma, anche in questo caso, la dirigente boccia la proposta. Meglio i doppi turni, a suo dire. Che studenti e famiglie se ne facciano una ragione”.

a Città Metropolitana di Bari comunica di essere intervenuta con determinazione sulla gestione del plesso scolastico di Largo Mons. Curi, sede succursale dell’IISS “Giulio Cesare – Romanazzi”. A seguito di un rigoroso sopralluogo tecnico congiunto effettuato il 5 febbraio 2026, l’Amministrazione ha accertato l’inadeguatezza degli interventi manutentivi. Dall’esame ispettivo è emersa, infatti, la parziale incompletezza e inefficacia delle opere, una condizione che ha spinto il Servizio Edilizia dell’Ente a disporre un immediato cambio di passo per garantire la piena tutela di studenti e personale.
Su indicazione della Città Metropolitana, il sublocatore si è formalmente assunto l’onere di procedere all’esecuzione immediata e diretta di tutte le opere di ripristino necessarie.

Per consentire l’apertura di un cantiere rapido, efficace e privo di interferenze, l’immobile sarà reso pienamente disponibile alle maestranze, con la richiesta di lasciarlo libero da persone, a partire dalla mattinata di lunedì 9 febbraio.

L’Ente, in costante contatto con la Dirigente Scolastica, Prof.ssa Rosangela Colucci, supervisionerà ogni fase del cronoprogramma attraverso un monitoraggio tecnico permanente, con l’obiettivo di ripristinare la piena agibilità dei locali nel minor tempo possibile e porre fine ai disagi logistici. La prossima settimana, inoltre, la Città Metropolitana incontrerà una delegazione degli studenti per fare il punto della situazione e monitorare l’avanzamento degli interventi.
In merito alla vicenda, il Consigliere metropolitano delegato all’Edilizia Scolastica, Giovanni Camporeale, ha dichiarato: «La sicurezza delle nostre scuole non è negoziabile né soggetta a soluzioni palliative. Abbiamo preteso dal sublocatore un impegno formale e immediato: i lavori proseguiranno sotto il nostro controllo diretto finché ogni criticità, dagli impianti alle finiture, non sarà risolta secondo i massimi standard di legge. È fondamentale chiarire che l’attuale ricorso ai doppi turni rappresenta una soluzione esclusivamente temporanea e sarà di brevissima durata, resa necessaria da questo problema tecnico imprevisto. Precisiamo che tale criticità non è legata agli interventi previsti dal PNRR, ma alla soluzione dei problemi riscontrati nella sede di Largo Mons. Curi. Ogni misura adottata, inclusa la temporanea interdizione dei locali, risponde al principio di massima precauzione e alla ferma volontà di consegnare alla comunità del ‘Giulio Cesare’ una struttura funzionale e sicura».

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