Anno nuovo, sentiment nuovo? Purtroppo non è proprio così. L’Osservatorio Mensile Findomestic di gennaio rileva lo stesso clima di preoccupazioni che ha caratterizzato il 2025: le tensioni legate all’inflazione e al calo del potere d’acquisto restano su livelli elevati, mentre cresce il timore per le guerre, con l’apertura di nuovi fronti (Sud America, Groenlandia, Iran) e la crescente percezione che, per quanto riguarda quelli “storici” (Medio Oriente e Ucraina), la pace sia ancora lontana. In questo contesto di preoccupazioni e incertezze non sorprende il fatto che alla domanda: “il 2026 sarà meglio del 2025?”, solo il 18% risponde di sì. Mentre la gran parte dei nostri concittadini risponde che il 2026 sarà come il 2025 (46%). Senza dimenticare la corposa minoranza (36%) che si aspetta che il 2026 “potrebbe essere peggio del 2025”.
Nonostante questo clima sociale tutt’altro che entusiasmante, i consumatori non rinunciano a porsi buoni propositi per il 2026. 8 italiani su 10 (83%) dichiarano di averne e in cima alle priorità ci sono il proprio benessere e la forma fisica (29%) ma anche il desiderio di viaggiare (27%). Accanto a questi obiettivi, tra gli intenti da realizzare nell’anno in corso, troviamo anche risparmiare di più (24%), dedicare più tempo a sé stessi e alle proprie passioni (23%), aumentare le proprie entrate o generare nuovi redditi (22%).
Non sempre, però, i buoni propositi poi si concretizzano: 6 italiani su 10 avevano iniziato il 2025 con l’intenzione di cambiare o migliorare qualcosa nella propria vita ma, a distanza di dodici mesi, il 35% riconosce di non essere riuscito a mantenere gli impegni, e il 57% dichiara di averli realizzati solo in parte.
Il 60% degli intervistati ammette anche di aver dovuto rinviare un acquisto importante, specialmente nella categoria dei beni durevoli. E i progetti rimandati nel 2025 (il 60% ammette di averne rinviato almeno uno) restano al centro delle pianificazioni future: il 67% degli italiani dichiara di avere in programma almeno un acquisto importante nel 2026 che spesso coincide con quelli sospesi nei mesi precedenti. Ristrutturare casa e concedersi un viaggio (entrambe citate dal 24% del campione) sono le priorità d’acquisto per il nuovo anno e allo stesso tempo i principali progetti rimandati nel 2025. Allo stesso modo, il 14% ammette di non essere riuscito a realizzare il progetto di acquisto di un’auto l’anno scorso e il 15% si pone l’obiettivo di farlo nell’anno appena iniziato. Pochi meno (12%) desiderano investire sul futuro dei figli e solo l’11% mette la propria cultura e preparazione al centro dei progetti. Percentuali ancora una volta allineate a quelle di coloro che non sono riusciti a concretizzare questi desideri nel 2025.