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Spreco alimentare: l’Italia migliora, ma la strada è lunga. Al Sud i dati peggiori. A ‘sprecare’ soprattutto i giovani

Circa 554 grammi a settimana per ogni italiano, che tradotti in euro significano 7 miliardi sprecati ogni anno solo nelle nostre case

Pubblicato da: redazione | Mer, 4 Febbraio 2026 - 10:44
spreco alimentare

Buttare via cibo è diventato un gesto così automatico che spesso nemmeno ce ne accorgiamo. Quella mela dimenticata in frigo, il pane raffermo, l’insalata appassita. Eppure, se sommiamo questi piccoli sprechi quotidiani, i numeri diventano impressionanti: 554 grammi a settimana per ogni italiano, che tradotti in euro significano 7 miliardi sprecati ogni anno solo nelle nostre case.

La buona notizia c’è: rispetto allo scorso anno abbiamo ridotto lo spreco del 10%, con un calo di quasi 64 grammi settimanali a persona. È quanto emerge dal Rapporto “Il caso Italia 2026” dell’Osservatorio Waste Watcher International, diffuso in occasione della 13ª Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare che si celebra il 5 febbraio. L’analisi dell’Unione Nazionale consumatori.

Un miglioramento che non basta
Settantanove grammi al giorno. Sembra poco, vero? Ma moltiplicato per 60 milioni di italiani diventa una montagna di cibo che finisce nella spazzatura invece che nei nostri piatti. E se allarghiamo lo sguardo all’intera filiera alimentare (dai campi alla distribuzione, dall’industria alle nostre cucine) arriviamo a oltre 13 miliardi e mezzo di euro sprecati e più di 5 milioni di tonnellate di cibo buttato. Il problema è che, nonostante i progressi, siamo ancora lontani dall’obiettivo che l’ONU ci ha fissato per il 2030: dimezzare lo spreco alimentare. Mancano solo quattro anni e il percorso da fare è ancora lungo.

Italia divisa tra generazioni e territori
Una delle scoperte più interessanti del rapporto riguarda le differenze generazionali. I baby boomer (nati tra il 1946 e il 1964) sono i campioni della lotta allo spreco con “soli” 352 grammi buttati a settimana. La Generazione Z invece fa fatica, con 799 grammi settimanali, più del doppio. Ma la divisione è anche territoriale, tra Nord e Sud del Paese:il Nord spreca meno (516 grammi settimanali, -7%), seguito dal Centro (570 grammi, +3%), mentre il Sud registra i dati peggiori (591 grammi, +7%). Anche la composizione familiare fa la differenza: le famiglie con figli sprecano il 10% in meno, probabilmente perché la presenza di bambini richiede una maggiore organizzazione nella spesa e nella gestione del cibo.

Quanto ai cibi più sprecati, la classifica non sorprende: frutta fresca al primo posto (22,2 grammi a settimana), seguita da verdura fresca (20,6 grammi), pane (19,6 grammi), insalata (18,8 grammi) e tuberi (17,2 grammi). Tutti alimenti deperibili che richiedono pianificazione e attenzione nella conservazione.

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