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Ance Puglia denuncia: “Ritardi nell’attuazione degli interventi finanziati con Fesr e dal Fse+”

Al 31 ottobre 2025 in Puglia risultano impegnati circa 1,1 miliardi di euro sui 5,6 miliardi complessivamente stanziati

Pubblicato da: redazione | Sab, 21 Febbraio 2026 - 11:54
palazzo cantiere

La Puglia registra un significativo ritardo nell’attuazione degli interventi finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) per il periodo 2021–2027: è quanto emerge dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni di ANCE, appena pubblicato.

Al 31 ottobre 2025, secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato elaborati da Ance, in Puglia risultano impegnati circa 1,1 miliardi di euro sui 5,6 miliardi complessivamente stanziati nell’ambito dei due programmi, pari al 19,1%; si tratta di un valore inferiore alla media nazionale (29,3%), ma superiore a quella del Mezzogiorno (16%). Critico anche il quadro relativo allo stato di avanzamento dei pagamenti dove la Puglia si attesta al 10,8%, contro i 12,2% della media nazionale, pur performando meglio del Mezzogiorno (7,7%). Limitando l’analisi ai soli fondi FESR, la Puglia registra uno stato di avanzamento degli impegni pari al 15,4%, superiore alla media delle regioni del Mezzogiorno (13,2%), ma inferiore alla media nazionale delle regioni (25,2%). Una dinamica analoga emerge sul fronte della spesa, che si attesta al 7,8% in Puglia, a fronte della media nazionale del 9,8% e di quella del Mezzogiorno pari al 6,2%.

“I numeri che emergono rappresentano un campanello d’allarme – commenta il presidente di ANCE Puglia Gerardo Biancofiore–. Il ritmo lento di avanzamento degli interventi finanziati dal FESR e del FSE+ rischia di compromettere risorse strategiche per l’ammodernamento infrastrutturale della regione e per uno sviluppo urbano sostenibile. Mancano meno di due anni alla scadenza del programma FESR: entro dicembre 2027, infatti, tutte le risorse dovranno essere impegnate. È, quindi, fondamentale che questi fondi vengano destinati in progetti mirati, concreti ed efficaci, in grado di generare opportunità reali per il territorio, con ricadute positive su economia, occupazione e sviluppo sostenibile di tanti territori”.

Alle difficoltà legate all’attuazione del FESR e del FSE+ affianca il progressivo esaurimento del PNRR, previsto per giugno 2026 che, negli ultimi anni, ha rappresentato un volano decisivo per gli investimenti pubblici in regione. In Puglia, le conseguenze iniziano già a manifestarsi sul fronte occupazionale: secondo l’elaborazione ANCE sui dati CNCE, nei primi nove mesi del 2025, le ore lavorate nel settore delle costruzioni sono diminuite dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, segnando la peggiore performance tra tutte le regioni italiane e in controtendenza rispetto alla media nazionale (in crescita dell’1,4%). Quanto allo stato di avanzamento finanziario del PNRR, dei 5,922 miliardi di euro stanziati per progetti di interesse per il settore delle costruzioni in Puglia, al 14 ottobre scorso risultavano erogati complessivamente solo 1,96 miliardi di euro, di cui 1,76 miliardi di euro con fondi PNRR (elaborazione ANCE sui dati Italia Domani). Risorse non ancora erogate a causa dei ritardi sulle cantierizzazioni soprattutto nel Mezzogiorno dove, a dicembre 2025 (fonte Ance su dati CNCE_Edilconnect), il 44% dei cantieri non era stato ancora avviato, il 37% era in fase di realizzazione e solo il 19% concluso (a fronte, rispettivamente, del 41%, 35% e 24% a livello nazionale).

“Il progressivo esaurimento delle risorse del PNRR – continua Biancofiore – rende ancora più urgente l’avvio di una nuova visione di lungo periodo, capace di andare oltre la logica degli interventi spot e delle emergenze. In questa nuova fase politica auspichiamo strategie efficaci per la rigenerazione urbana e l’emergenza abitativa, investimenti per la manutenzione del territorio e la formazione dei giovani, in un quadro normativo più chiaro e coltivando un leale rapporto di collaborazione tra pubblico e privato. Durante la campagna elettorale abbiamo proposto lo sviluppo di un piano casa per fronteggiare l’emergenza abitativa e dare una risposta concreta al calo demografico, offrendo ai giovani non solo un alloggio, ma una prospettiva credibile di vita, lavoro e radicamento in Puglia”.

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