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Raccolta firme per chiedere la revoca delle chiavi della Città all’Albanese, è protesta: “Attacco alla democrazia”

L'eurodeputato Picaro racconta quanto avvenuto questa mattina davanti alla sua segreteria politica

Pubblicato da: redazione | Sab, 21 Febbraio 2026 - 17:52
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“Questa mattina la mia segreteria politica di Bari è stata presa d’assalto durante una legittima raccolta firme promossa insieme ai ragazzi di Gioventù Nazionale per chiedere la revoca delle chiavi della Città conferite a Francesca Albanese. Quanto accaduto rappresenta un fatto grave e inaccettabile”. Lo dichiara l’On. Michele Picaro, eurodeputato Ecr/FdI ricostruendo gli episodi avvenuti nel corso dell’iniziativa.
“Numerosi cittadini hanno aderito spontaneamente alla raccolta firme, condividendo la nostra valutazione circa l’inopportunità di un riconoscimento simbolico così significativo per la Città di Bari. La nostra è stata un’attività pacifica, trasparente e pienamente legittima. Tuttavia, gruppi di persone si sono presentati davanti alla segreteria urlando, insultando i presenti e ostacolando l’accesso ai locali”.
“Alcuni manifestanti hanno tentato di entrare all’interno della sede. Per garantire la sicurezza delle persone presenti sono stato costretto, con il supporto della Polizia, a chiudere la segreteria. Si sono vissuti momenti di tensione che solo grazie al tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine non sono degenerati”.
Picaro sottolinea con fermezza il significato politico dell’accaduto: “È paradossale che chi si riempie la bocca di democrazia e pluralismo cerchi poi di impedire, con intimidazioni e aggressività, l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito come quello della libera iniziativa politica. Questo non è confronto democratico: è un tentativo di sopraffazione”.
“Desidero ringraziare le Forze dell’Ordine per la professionalità dimostrata, pur esprimendo rammarico per il fatto che risorse pubbliche siano state impiegate per tutelare un’attività che avrebbe dovuto svolgersi serenamente. Ringrazio inoltre i ragazzi presenti, che con senso di responsabilità non hanno reagito alle provocazioni”.
“Il confronto è sempre legittimo. L’intimidazione non lo è mai. Bari merita rispetto, non tensioni alimentate da chi non tollera opinioni diverse”, conclude Picaro.
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