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Bari, la qualità dell’aria non migliora: i dati preoccupanti di gennaio 2026

La tutela della salute passa da scelte coraggiose sulla mobilità urbana

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Lun, 23 Febbraio 2026 - 07:56
nebbia bari

L’aria che respiriamo in città continua a lanciare segnali preoccupanti. Secondo i dati di gennaio 2026 del progetto Cambiamo Aria – Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane, Bari non fa eccezione: PM10, PM2,5 e biossido di azoto (NO₂) rimangono a livelli elevati, senza segnali di miglioramento rispetto agli anni precedenti. Le concentrazioni registrate restano spesso oltre i limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e lontane dagli standard previsti dalla nuova normativa europea sulla qualità dell’aria.

Il monitoraggio, promosso da ISDE Italia insieme all’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e alla Clean Cities Campaign, evidenzia come gennaio 2026 abbia visto performance peggiori rispetto allo stesso mese del 2025. A incidere maggiormente è la persistente dipendenza dalla mobilità privata e dal traffico urbano, principale fonte di inquinamento nelle nostre città. I dati raccolti tra le centraline di corso Cavour e Viale Kennedy mostrano come, nonostante le differenze tra zone a traffico intenso e aree più residenziali, i valori rimangano costantemente sopra le soglie raccomandate, soprattutto per NO₂ e PM10.

Per il PM10, la media giornaliera rilevata supera spesso i 24 μg/m³ in corso Cavour e i 21 μg/m³ su Viale Kennedy, con punte massime rispettivamente di 38 e 37 μg/m³. Anche le polveri sottili PM2,5 mostrano una situazione critica: la media su corso Cavour è di 15 μg/m³, con picchi fino a 26 μg/m³, mentre in viale Kennedy la media è leggermente inferiore, ma resta comunque preoccupante. Per il biossido di azoto, la media giornaliera si attesta intorno ai 30 μg/m³ nel centro traffico e 26 μg/m³ nel fondo, con valori massimi che arrivano fino a 42 μg/m³.

Il report sottolinea che l’emergenza aria non può essere affrontata solo come un problema ambientale, ma va strettamente legata alle politiche della mobilità. Rafforzare il trasporto pubblico, ridurre lo spazio destinato alle auto, diffondere le zone a basse emissioni e incentivare la mobilità attiva e condivisa sono azioni necessarie per garantire ai cittadini il diritto a respirare aria pulita. Come evidenzia l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile, “la tutela della salute passa anche da scelte coraggiose sulla mobilità urbana, da attuare subito e non rinviare al 2030, per garantire ai cittadini il diritto a spostarsi e vivere in città più sane, sicure e vivibili”.

La fotografia scattata dai dati di gennaio conferma quindi che per Bari, come per molte altre città italiane, il percorso verso aria più pulita resta lungo e richiede interventi strutturali immediati, capaci di cambiare il modo in cui ci muoviamo quotidianamente.

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