Una vicenda che aveva scosso la comunità di Corato e i pendolari della Statale 16 si chiude oggi in tribunale con un verdetto di assoluzione. Il Tribunale di Bari ha infatti assolto «perché il fatto non sussiste» i due conducenti coinvolti nell’incidente del 24 luglio 2014 che aveva portato alla morte del 35enne Luigi Marcone, deceduto sei giorni dopo in seguito al coma riportato nello schianto.
Secondo la ricostruzione del Tribunale, a causare l’incidente non sarebbero stati i conducenti, ma un guardrail «inadeguato». La dinamica ricostruita dalle indagini racconta che il suv Range Rover Defender guidato da un 35enne inglese, in vacanza in Puglia, stava effettuando un sorpasso quando la presenza della Audi A6 del 53enne di Mola di Bari lo ha costretto a un brusco rientro. Durante la manovra, il suv ha perso parzialmente il controllo, sbandando, sfondando la barriera di sicurezza e finendo contromano sulla corsia opposta, dove si è scontrato frontalmente con la Citroen C3 di Marcone.
A processo erano finiti i due conducenti, difesi dagli avvocati Luca Bruno e Giuseppe Maralfa. Il giudice, nell’assolverli, ha sottolineato come «la funzione specifica della barriera metallica di sicurezza è quella di contenere e deviare il veicolo in slittamento, consentendo al conducente di riprendere la traiettoria corretta e certamente non di essere sbalzato oltre la barriera stessa, e ciò può far escludere la responsabilità dell’imputato».
Per quanto riguarda il 53enne di Mola, il tribunale ha inoltre precisato che l’ipotesi di eccesso di velocità non è stata confermata da dati tecnici, ma rappresenta solo «un fatto congetturale». La decisione mette così fine a un lungo procedimento, attribuendo la responsabilità principale della tragedia alle condizioni della strada e al guardrail non conforme, piuttosto che ai conducenti coinvolti.