Un ritorno in pubblico dal sapore quasi liberatorio. Dopo anni trascorsi al vertice della Regione e settimane segnate dall’incertezza sul proprio futuro istituzionale, Michele Emiliano si presenta davanti a una platea numerosa con uno stato d’animo che sorprende molti: dice di sentirsi «sollevato».
L’occasione è un incontro organizzato dal Rotary in un ristorante alla periferia di Bari, dove l’ex presidente della Regione – oggi magistrato fuori ruolo – è stato invitato a raccontare il suo percorso tra magistratura e politica. L’argomento che aleggia inevitabilmente nell’incontro è l’attesa per la decisione del Consiglio superiore della magistratura sul possibile incarico di consigliere giuridico del nuovo governatore Antonio Decaro. La Regione ha chiesto al Csm di autorizzare Emiliano a svolgere questo ruolo, ma la decisione non arriverà a breve, probabilmente non prima del referendum sulla giustizia.
Nel frattempo l’ex governatore prova a spiegare la sua posizione. «Sto solo cercando di tutelare la magistratura da un assurdo giuridico, cioè il fatto che io sia uno dei pochi magistrati a dover rientrare nelle funzioni. Mi rendo conto che per un qualunque utente della giustizia il fatto che io mi ritrovi in udienza con la toga addosso mi sembrerebbe una cosa non utile, e quindi sto cercando di evitarlo. Poi ovviamente il ruolo di consigliere giuridico del presidente immagino di averlo ottenuto già prima che il Csm mi autorizzi: il presidente Decaro può fare di me e può chiedermi quello che vuole, in qualunque momento e sempre».