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Bari, tre strade intitolate a tre donne: Quintavalle, Dell’Orzo e De Cèspedes

Iacovone: "Proseguiamo il percorso intrapreso con l’obiettivo di colmare un gap manifesto nella toponomastica cittadina"

Pubblicato da: redazione | Ven, 6 Marzo 2026 - 16:25
Comune

Accogliendo l’invito di ANCI a sostenere l’iniziativa “Campagna 8 marzo, 3 donne, 3 strade”, promossa dall’associazione Toponomastica femminile al fine di celebrare con atti concreti la Giornata internazionale della donna, su proposta della vicesindaca Giovanna Iacovone, la giunta comunale ha approvato oggi la delibera che individua tre donne baresi cui saranno intitolati altrettanti luoghi pubblici della città.

“In occasione dell’8 marzo – spiega Giovanna Iacovone -, proseguiamo il percorso intrapreso con l’obiettivo di colmare un gap manifesto nella toponomastica cittadina.

Intitolare strade, piazze e luoghi pubblici a donne che hanno avuto la capacità di lasciare il segno, in qualsiasi ambito abbiano operato, significa contribuire, nei fatti, a scrivere una storia finalmente condivisa che riconosca il ruolo determinate della componente femminile nella crescita della società e nella storia collettiva.

La nostra scelta, quest’anno, è caduta su tre donne letteralmente straordinarie, ciascuna a suo modo e nel suo tempo: Anna Quintavalle, che nel 1898 fu a capo della rivolta del pane con cui il popolo di Bari vecchia mise a soqquadro la città per denunciare gli aumenti insostenibili dei prezzi dei generi di prima necessità, Alba de Cèspedes, partigiana, voce autorevole di Radio Bari, scrittrice impegnata e acuta e, ancora, Fortunata dell’Orzo, giornalista che tutti ricordiamo per professionalità, indipendenza e per una franchezza a tratti disarmante.

Vogliamo che le bambine e i bambini della nostra città possano crescere consapevoli che da sempre le donne sono state protagoniste della vita e della storia della nostra città e del nostro Paese, sebbene la cultura e le convenzioni del passato abbiano sistematicamente coperto il loro contributo.

L’iniziativa promossa da ANCI costituisce solo un segmento del più ampio indirizzo che l’amministrazione comunale sta attuando sin dal suo insediamento, anche in collaborazione con le scuole e le associazioni cittadine”.

Di seguito brevi cenni biografici delle donne individuate dalla delibera, con l’indicazione dei luoghi che saranno loro dedicati.

  • Anna Quintavalle

(1875-1943)

Anna Quintavalle, più conosciuta come la “portapannere” o “Anna la mosce”, è stata la prima barese a dare inizio a una grande protesta in favore del popolo della città vecchia. La “rivolta del pane” fu guidata proprio da lei. La scintilla scoccò a seguito di un diverbio, evoluto in rissa, che la donna ebbe con una venditrice di pane e farina detta “Vagghie Vagghie”, che aveva la sua bottega vicino alla Cattedrale. All’origine del diverbio forse qualche contestazione sul peso della merce. All’epoca, infatti, a causa della grave crisi economica nazionale del 1897-1898, anche i generi di prima necessità subivano continui aumenti. Anna si mise a capo di un piccolo gruppo di contestatrici per protestare contro il sindaco per quello che veniva percepito come un aumento ingiusto della farina.

Mentre attraversava i vicoli della città, il gruppo cresceva in maniera esponenziale, trasformandosi in una vera e propria folla. Con una bandiera improvvisata, forse uno straccio o un sacco di iuta, Anna guidò il gruppo prima verso la residenza del sindaco e poi fino al Palazzo di Città.

Il sindaco Giuseppe Re David provò inutilmente a calmare gli animi affacciandosi dal balcone. Le sue parole si persero nel fragore della folla ed egli stesso fu agguantato da alcuni cittadini inferociti riusciti a introdursi negli uffici municipali. I rivoltosi scaraventarono mobili dalle finestre, distrussero archivi e diedero fuoco ai locali utilizzando della benzina. Solo l’intervento della fanteria e della cavalleria evitò il peggio e la sommossa fu infine sedata.

Grazie alla sua resistenza civile, Anna Quintavalle riuscì a far diminuire il costo del pane, diventando un simbolo della lotta per il bene comune.

Già detta ‘la mosce’ per il fatto d’avere il viso segnato dal vaiolo, la Quintavalle a seguito di quell’episodio fu soprannominata “la portapannère”, cioè la portabandiera.

Nonostante il tempo trascorso, il suo ricordo, quello di una donna semplice ma verace ed energica, tanto da guidare una rivolta popolare, continua a riecheggiare nella memoria e nei racconti della città e ha ispirato racconti e commedie.

Ed è proprio dalle strade di Bari vecchia che è partita la raccolta firme – promossa dal Circolo Acli Dalfino e dall’Università della terza Età, da Bari Capitale del Mediterraneo e dall’APS Martinus con la partecipazione delle associazioni SpaccaBari, Militia Sancti Nicolai, APS MArtinus, i Marinai della Traslazione, i figuranti di San Nicola APS, i Custodi della bellezza, la Compagnia D’arme Stratos e Slow travel – per intitolarle un luogo evocativo nel centro storico di Bari.

La Città di Bari intende dedicare un luogo nei pressi della Cattedrale, a Bari vecchia.

  • Alba De Cèspedes

(1911-1997)

Alba de Céspedes ha partecipato attivamente alla Resistenza e al processo di liberazione dell’Italia, mettendo la propria voce e la propria penna al servizio della lotta antifascista. Tra il 1943 e il 1944, Alba de Céspedes, con lo pseudonimo Clorinda, trasmise dai microfoni di Radio Bari (la prima radio libera dell’Europa occupata) il programma “Italia combatte”: la sua voce incitava alla lotta antifascista e alla liberazione, coniugando l’impegno morale con quello politico.

Ha fondato e diretto la rivista “Mercurio”, definita come un “balcone” per guardare al mondo nuovo nel dopoguerra. Fondata a Roma nel 1944, subito dopo la liberazione della città, questa rivista divenne un fondamentale punto di riferimento culturale per l’Italia che rinasceva. Attraverso “Mercurio”, la scrittrice promosse il dibattito civile e politico, dando voce a intellettuali impegnati nella ricostruzione democratica.

Il 28 gennaio 1944 documentò il primo congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale (CLN) tenutosi nel Teatro comunale Niccolò Piccinni, a Bari, raccontando i primi passi dell’Italia verso la democrazia mentre il Paese era ancora diviso dal fronte di guerra.

Attiva partigiana sul campo, ha raccontato la sua esperienza durante la guerra nel volume “Dalla parte di lei” (1949) e nei suoi diari di guerra, che testimoniano l’intreccio profondo tra la sua vita privata e il destino della nazione.

Le sue esperienze sono raccolte nel volume “È una donna che vi parla, stasera”, che include veline radiofoniche, pagine di diario e lettere, raccontando la trasformazione dell’autrice e dell’Italia.

La sua era una scrittura appassionata e raffinata, che si interrogava sulla storia, cercando di comprendere profondamente il senso della società e del suo tempo.

La città di Bari intende dedicarle il palco Reale del Teatro comunale Niccolò Piccinni.

  • Fortunata Dell’Orzo

(1953-2016)

Donna indipendente e anticonformista. Nel 1991 aveva contribuito al rilancio dell’emittente tv Telebari nella quale aveva cominciato a lavorare. La “Signora Telebari”, così veniva chiamata, è entrata nelle case dei baresi negli anni della conduzione del telegiornale della storica emittente cittadina. Suoi i reportage sui grandi eventi degli anni Ottanta e Novanta, come lo sbarco della nave Vlora nel porto di Bari con 20mila albanesi.

Dopo Telebari tante le avventure editoriali, dalla direzione del quotidiano on line Barilive all’ultima esperienza professionale col Quotidiano.

Una giornalista libera, indipendente, autentica nell’esercizio della sua professione. Con la sua sagacia e la sua schiettezza è sempre stata pronta a fornire il proprio punto di vista, mai scontato sulla vita della nostra comunità, sempre con lo sguardo rivolto al futuro. Legatissima a Bari, Fortunata è stata una delle poche professioniste a raccontare la città attraverso tutti i mezzi di informazione disponibili: dalla radio alla televisione, dalla carta stampata al web, di cui è stata pioniera. Un ultimo riconoscimento va al suo straordinario impegno nella formazione di tanti giovani ragazze e ragazzi baresi che insieme a lei si sono avvicinati alla professione giornalistica”.

La città di Bari intende dedicarle un spazio pubblico all’interno dell’ex Caserma Rossani.

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