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Allarme energia: il conflitto in Medio Oriente infiamma le bollette, +463 euro a famiglia

L'analisi di Federconsumatori

Pubblicato da: redazione | Ven, 6 Marzo 2026 - 14:13
bollette elettricità

Non solo carburanti: le tensioni in Medio Oriente si stanno facendo sentire anche sul fronte energetico, come purtroppo ci aspettavamo. È allarme energia per le famiglie, su cui aleggia lo spettro della bolla dei prezzi del 2022-2023 che ha messo in ginocchio milioni di utenti.

Vi è stato un aumento elevatissimo dei prezzi del gas: è di stamattina la notizia che, con l’escalation del conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz, ad Amsterdam le quotazioni registrano un incremento di oltre il 39%, raggiungendo quota 58,39 euro al megawattora (con picchi oltre 63,00 euro).

In assenza del richiesto, ma mai realizzato, disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, anche l’energia elettrica risentirà fortemente di questi rialzi.

Le ricadute rischiano di essere drammatiche per le famiglie: secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori possono raggiungere +349,00 euro annui per una famiglia che utilizza il gas per riscaldamento, acqua calda e cucina (se i prezzi si stabilizzano sul livello attuale). Più attenuati gli effetti sulla bolletta dell’elettricità, che rischia di pesare mediamente +114,00 euro annui in più.

Una situazione che richiede interventi determinati e immediati del Governo. Prima di tutto è necessario prevedere un bonus più consistente, la cui soglia di accesso sia innalzata, anche temporaneamente, alle famiglie con Isee fino a 25000, superando quanto disposto dal recente Decreto Bollette che già avevamo giudicato insufficiente in condizioni “normali”.

E se i soggetti vulnerabili rischiano di essere più colpiti anche per effetto dell’aggiornamento trimestrale delle tariffe, occorre pensare a tutti i consumatori, predisponendo aiuti adeguati ed estesi anche ai redditi medi.

“Un nuovo rialzo delle bollette (e dei prezzi) sarebbe in questa fase insostenibile per molti, per la forte perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni dovuta all’inflazione accumulata negli ultimi anni. Per questo il Governo deve correre ai ripari il prima possibile, imparando dagli errori del passato e ascoltando le esigenze delle famiglie.” – afferma Michele Carrus, Presidente Federconsumatori.

Per questo chiediamo l’allestimento immediato di un tavolo di confronto con le parti sociali e con i rappresentanti dei consumatori per adottare interventi rapidi e incisivi affinché non siano, ancora una volta, i cittadini e le fasce popolari più deboli a pagare il conto di politiche aggressive e in totale spregio del diritto internazionale.

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