Non è solo un appuntamento in vista dell’8 marzo. È un atto di accusa contro la “necropolitica” globale e un abbraccio solidale che attraversa il Mediterraneo. Oggi, a Bari, le Donne in Nero e l’associazione Mixed LGBTQIA+ dedicano il loro presidio alle donne e alle ragazze della Palestina, portando nel cuore della città una riflessione che scardina i racconti tradizionali del conflitto.
Il cuore della mobilitazione è la denuncia di una narrazione occidentale che troppo spesso riduce la donna palestinese a “vittima perfetta” di un’arretratezza culturale interna, ignorando la sua forza politica. “Il genocidio in corso non è neutro dal punto di vista del genere – spiegano gli organizzatori – è sia un femi-genocidio che un genocidio riproduttivo”. In questa analisi, i corpi delle donne, al pari della terra, diventano territori di conquista, subendo ogni forma di dominio e annientamento identitario. La lotta palestinese viene quindi riletta come una questione femminista intersezionale, che include le voci di studiose, collettivi e persone LGBTQIA+ che resistono alla violenza coloniale.
Un punto focale del presidio riguarda l’utilizzo dei diritti civili come arma diplomatica. Il testo di presentazione dell’evento punta il dito contro l’immagine di Israele come “democrazia liberale avanzata”, definendola una narrazione funzionale a oscurare le violazioni dei diritti umani. È la critica al cosiddetto pinkwashing: l’uso dei diritti LGBTQIA+ per legittimare politiche di occupazione e minimizzare la portata del massacro in corso.
La mobilitazione seguirà la storica pratica politica delle Donne in Nero, nata nel 1988 dall’unione di donne israeliane e palestinesi: corpi in lutto e in silenzio per nominare la guerra e il patriarcato. Al termine del momento di silenzio, la resistenza prenderà voce attraverso la musica: saranno le note e le armonie del coro DoReMixed a chiudere il presidio, trasformando il dolore in un messaggio di speranza e autodeterminazione. “Ogni ragazza palestinese ci insegna a resistere – concludono i collettivi – ricostruendo ogni volta legami di vita indispensabili al futuro. La loro resistenza ci riguarda tutte”.