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Scuole di Bari, l’allarme dei numeri: crollo delle iscrizioni alle medie (-4,68%)

Anief Bari accende il faro: "Meno studenti e classi vuote, la scuola barese si impoverisce"

Pubblicato da: redazione | Sab, 7 Marzo 2026 - 08:48
scuola studenti

La scuola pugliese registra un nuovo e significativo calo delle iscrizioni. Secondo i dati relativi all’anno scolastico 2026/2027, gli studenti iscritti scendono a 90.612, con una diminuzione di 3.080 alunni rispetto ai 93.692 dell’anno precedente.

La flessione interessa tutti gli ordini scolastici. La scuola primaria perde 950 alunni, la secondaria di primo grado registra 1.008 studenti in meno, mentre la secondaria di secondo grado segna il calo più consistente con 1.122 iscritti in meno.

Un trend che preoccupa il sindacato ANIEF, che invita le istituzioni ad affrontare con urgenza la questione demografica e sociale. “Non si tratta solo di numeri, ma di un segnale chiaro: il territorio si impoverisce demograficamente e socialmente”, afferma Cesare Antifora, vicepresidente regionale di ANIEF Puglia.

Secondo il sindacato, il calo delle iscrizioni riflette un fenomeno più ampio che coinvolge il Sud Italia: meno nascite, emigrazione dei giovani e difficoltà occupazionali che spingono molte famiglie a trasferirsi altrove.

Le province più colpite sono Taranto, dove la primaria registra un calo del 6,76% e le scuole superiori del 5,67%, e Bari, dove la secondaria di primo grado segna una diminuzione del 4,68%. Riduzioni si registrano anche nella provincia BAT, con la primaria in calo del 2,36%, a Brindisi (- 0,24% nella secondaria di primo grado) e a Lecce, dove le scuole superiori registrano una diminuzione dell’1,77%.

“Il rischio concreto – sottolinea Antifora – è quello di assistere a una progressiva riduzione degli organici e alla possibile chiusura di plessi scolastici. La scuola non può pagare il prezzo della mancanza di programmazione”.

Per questo ANIEF Puglia chiede alla Regione l’apertura immediata di un confronto istituzionale e un piano straordinario per il Mezzogiorno che metta al centro natalità, occupazione e investimenti strutturali, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e garantire un futuro al sistema scolastico regionale.

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