I dati Istat diffusi oggi confermano un quadro allarmante per il potere d’acquisto dei consumatori in Italia: a febbraio l’inflazione accelera allo 0,8% su base mensile e all’1,6% su base annua. A preoccupare è soprattutto la risalita dei prezzi del ‘carrello della spesa’ che sale al 2,2% dall’1,9% e l’impennata dei costi nel settore dei trasporti +3% e degli alimentari non lavorati +3,6%.
Questi numeri, uniti all’escalation dei conflitti in Medio Oriente, preannunciano una tempesta perfetta: i rialzi dei prezzi di petrolio e gas si stanno già manifestando alle pompe di benzina e scateneranno inevitabilmente un’ondata di rincari a catena sulle bollette energetiche e su tutti i beni di prima necessità e del carrello della spesa.
In questo scenario critico, abbiamo espresso, in un’audizione sul dl bollette alla X Commissione della Camera, profonda insoddisfazione per il dl bollette, ritenendo le misure previste dal Governo parziali, socialmente inique e che non tutelano adeguatamente le famiglie a reddito medio-basso e i lavoratori poveri. La natura temporanea delle misure non affronta le cause strutturali dell’alto costo dell’energia né la dipendenza energetica dall’estero, aggravata dalle attuali tensioni geopolitiche. Chiediamo una riduzione stabile dell’IVA ai minimi UE, il trasferimento degli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale per rispettare il principio di capacità contributiva e l’estensione del Bonus Energia a una platea più vasta, includendo le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro per evitare ingiuste fratture sociali.
Inoltre, riteniamo il “contributo volontario” per i redditi fino a 25.000 euro una misura di facciata priva di obblighi per i venditori e quindi incerta nell’erogazione. Proponiamo, invece, incentivi mirati all’efficienza energetica per i meno abbienti, l’inclusione del teleriscaldamento nei bonus e il superamento dei vincoli tecnici che frenano lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Infine, sollecitiamo una ridefinizione della categoria di “cliente vulnerabile” che si basi sulla reale povertà energetica e sul rapporto tra reddito e costi sostenuti, piuttosto che sul semplice criterio anagrafico, al fine di garantire una protezione equa e sostenibile contro una crisi ormai cronica.