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Sciopero al Giulio Cesare–Romanazzi di Bari, personale e genitori in presidio: “Vogliamo risposte”

Protesta questa mattina in viale Einaudi, tra le contestazioni la disorganizzazione, il mancato contratto d’istituto e continui cambi di orario

Pubblicato da: Francesca Emilio | Lun, 9 Marzo 2026 - 09:38
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Mattinata di protesta davanti all’IISS Giulio Cesare – Romanazzi di Bari, dove nonostante la pioggia battente è in corso uno sciopero del personale scolastico davanti all’ingresso dell’istituto in viale Einaudi. Alla mobilitazione, iniziata alle 8 e prevista fino alle 12, stanno partecipando docenti, personale Ata e anche diversi genitori degli studenti, che hanno deciso di affiancare il personale scolastico nella protesta per rimarcare alcune situazioni irrisolte. L’iniziativa è sostenuta dalla FLC CGIL Bari.

Secondo quanto denunciato dai promotori dello sciopero, alla base della mobilitazione ci sarebbero diverse criticità nella gestione dell’istituto. Tra le principali contestazioni viene indicato il mancato rispetto del diritto alla “disconnessione”, con comunicazioni e circolari inviate al personale anche nei fine settimana. I lavoratori segnalano inoltre continui cambiamenti nell’orario delle lezioni. Secondo quanto riportato nella protesta, l’orario sarebbe stato modificato più volte nel corso dell’anno scolastico, arrivando a subire almeno 16 variazioni prima dell’introduzione dei doppi turni, con ripercussioni sulla continuità didattica per alcune classi. Un altro punto centrale riguarda l’assenza di un contratto d’istituto attualmente vigente. I lavoratori sostengono che questa situazione impedirebbe di garantire pienamente diritti e tutele per il personale. Tra le criticità evidenziate anche il mancato coinvolgimento del personale Ata nella definizione del piano annuale delle attività e i ritardi nell’attuazione di diversi progetti inseriti nel PTOF, che secondo i manifestanti non sarebbero ancora stati avviati nonostante la programmazione prevista.

Al grido di allarme si sono uniti anche diversi genitori che denunciano una mancata organizzazione con problematiche che rendono difficile la programmazione della vita degli studenti.  “Ci siamo uniti ai docenti – spiega una mamma – perché tanti progetti sono stati annulalti o fatti scadere e comunque non si ha una previsione futura dei progetti che hanno fatto parte della storia del Giulio Cesare e non si sa che ne faranno. Come genitori non abbiamo contezza di quanto pagare di assicurazione, io non l’ho ancora pagata, non ci è stato comunicato nulla. C’è anche l’obbligo a pagare gli 85 euro che sono per ampliamento formativo, ma dovrebbe essere un contributo volontario. Abbiamo necessità di comprendere esattamente quali sono le spese obbligatorie e quali quelle volontarie”, conclude.

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