Avrebbe aggredito il personale sanitario impegnato nell’assistenza a una sua parente. Per questo un uomo di 41 anni, residente a Bari, è stato arrestato nella serata dell’8 marzo dai carabinieri del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Bari. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe colpito gli operatori sanitari presenti, causando lesioni e provocando anche l’interruzione del servizio sanitario in corso.
La dinamica dell’episodio è stata ricostruita anche grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella struttura. L’uomo è stato quindi arrestato con le accuse di lesioni personali nei confronti del personale sanitario e interruzione di pubblico servizio. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia davanti all’autorità giudiziaria, mentre la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti.
Due i medici del pronto soccorso del Policlinico di Bari aggrediti. L’uomo, figlio di una paziente assistita, ha rifiutato le dimissioni della madre e ha fatto irruzione nell’area di assistenza accedendo da un ingresso riservato al personale.
La paziente, una donna di 55 anni arrivata domenica mattina con problemi gastrointestinali, aveva completato l’iter diagnostico ed era stata ritenuta idonea alle dimissioni con terapia da proseguire al proprio domicilio.
Il figlio ha contestato la diagnosi dei medici e richiesto altri approfondimenti radiologici poi, forzando l’ingresso nel nucleo avanzato di assistenza, ha prima aggredito verbalmente una dottoressa e successivamente strattonato violentemente il medico di turno, portando via la madre dal pronto soccorso.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine per gli accertamenti del caso. Per i due medici la prognosi è rispettivamente di 15 e 20 giorni.
La direzione del Policlinico di Bari esprime piena solidarietà ai due medici coinvolti e condanna con fermezza ogni forma di violenza nei confronti del personale sanitario. Simili episodi sono inaccettabili e minano il lavoro di chi ogni giorno opera per garantire assistenza e cure ai cittadini, soprattutto nelle aree critiche e di emergenza