Ha patteggiato una pena di un anno di reclusione, con sospensione condizionale, il sacerdote della chiesa di San Giovanni Battista di Bari, imputato per omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del neonato trovato senza vita nella culla termica della parrocchia il 2 gennaio 2025.
Il patteggiamento è stato ratificato in udienza dalla giudice monocratica Luna Calzolaro. Il sacerdote, assistito dall’avvocato Salvatore D’Aluiso, era accusato in relazione al decesso del piccolo, morto per ipotermia dopo essere stato lasciato nella culla termica da una persona rimasta ignota. L’indagine per abbandono di minore, infatti, era stata archiviata nei mesi scorsi perché non è mai stato possibile identificare chi abbia lasciato il neonato. Resta invece a processo il tecnico che nel 2014 installò i macchinari di supporto alla culla termica, tra cui il sistema di allarme e il climatizzatore del locale. Il dibattimento nei suoi confronti inizierà il 3 giugno davanti alla giudice Giovanna Dimiccoli.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema che avrebbe dovuto attivare l’allarme e inviare una chiamata al cellulare del parroco, oltre a far partire il riscaldamento della culla al rilevamento del peso del neonato, non avrebbe funzionato. Dagli accertamenti tecnici è inoltre emerso che dal climatizzatore presente nella stanza usciva soltanto aria fredda. Il neonato, poi ribattezzato “Angelo” dall’allora sindaco di Bari Vito Leccese, fu trovato senza vita per caso dal titolare di un’impresa funebre che quella mattina si trovava nella chiesa per un funerale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Bari e condotte dalla squadra mobile, hanno accertato che il piccolo morì per ipotermia poco dopo essere stato lasciato nella culla termica.