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Lavoro, cresce l’allarme malattie professionali: Bari seconda in Puglia con 177 denunce

Da gennaio oltre 900 segnalazioni in tutta la Regione

Pubblicato da: redazione | Mar, 10 Marzo 2026 - 15:38
foto freepik

Aumentano anche nella provincia di Bari le denunce di malattie professionali. Secondo i dati diffusi dall’Inail e riferiti a gennaio 2026, nel Barese sono state registrate 177 segnalazioni, un numero che colloca il territorio al secondo posto in Puglia dopo Taranto. Nel complesso, nella regione le denunce sono state 940, con un aumento significativo rispetto alle 681 registrate nello stesso mese del 2025: 259 casi in più nel giro di un anno.

Il dato emerge da un’analisi della CISL Puglia, che parla di una situazione ancora critica sul fronte della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La provincia con il numero più alto di denunce è Taranto con 313 casi, seguita da Bari con 177. Poi Lecce con 148, Brindisi con 139, Foggia con 126 e la Bat con 37.

Per quanto riguarda i settori produttivi, quello più colpito resta industria e servizi con 648 denunce, in aumento rispetto alle 434 dello scorso anno. Seguono agricoltura con 284 casi, anche qui in crescita rispetto ai 238 registrati nel gennaio 2025. “I dati Inail sulle denunce di malattie professionali in Puglia, riferiti a gennaio 2026, evidenziano un netto incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando quanto la regione sia ancora una delle più a rischio in Italia per la salute e la sicurezza sui posti di lavoro”, commenta il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci.

Preoccupano anche i numeri legati agli infortuni sul lavoro. Sempre a gennaio 2026 in Puglia sono state registrate 2.002 denunce, un dato leggermente inferiore rispetto alle 2.077 dello stesso periodo del 2025. Tra questi casi si contano anche due infortuni con esito mortale. Secondo la Cisl Puglia è necessario rafforzare le politiche di prevenzione e aumentare i controlli nei luoghi di lavoro. “Siamo di fronte a un’emergenza strutturale che richiede un piano regionale straordinario sulla salute e sicurezza dei lavoratori”, conclude Castellucci, chiedendo anche di rilanciare la contrattazione decentrata e una maggiore partecipazione dei lavoratori nella vita delle imprese.

Foto Freepik

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