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Bari, l’agricoltura pugliese prova a fare squadra contro crisi e guerre

Il resoconto dell'assemblea regionale cooperative agricole

Pubblicato da: redazione | Mer, 11 Marzo 2026 - 14:14
agricoltura

Il futuro dell’agroalimentare pugliese passa da una parola chiave: aggregazione. Non è soltanto uno slogan, ma una necessità sempre più urgente per un settore che, pur continuando a esprimere eccellenze riconosciute, deve fare i conti con un contesto globale instabile, segnato da tensioni geopolitiche, conflitti e mercati sempre più imprevedibili.

Di questo si è discusso durante l’assemblea regionale delle cooperative agroalimentari e della pesca di Legacoop Puglia, riunita per fare il punto sulle criticità e sulle prospettive di uno dei comparti più strategici dell’economia regionale. Tra i temi emersi con maggiore forza c’è la necessità di rafforzare le organizzazioni dei produttori e superare la frammentazione che ancora caratterizza il sistema agricolo pugliese.

«La Puglia – ha rilevato il presidente Carmelo Rollo che ha aperto i lavori – conta circa 70 OP (organizzazioni di produttori) di cui circa 30 del settore ortofrutticolo, un numero troppo elevato. Abbiamo bisogno che ce ne siano di meno ma di dimensioni più grandi».

La spinta verso strutture più solide e organizzate, del resto, non arriva solo dal territorio ma anche dall’Europa, che da tempo promuove modelli basati su macro-organizzazioni capaci di competere sui mercati internazionali. Un orientamento ribadito anche da Irene Canfora, docente di diritto agrario dell’Università di Bari, intervenuta nel corso dell’incontro.

Il quadro in cui si muove l’agroalimentare non è semplice. Le guerre e le tensioni internazionali hanno reso più fragili le catene di approvvigionamento, con ripercussioni dirette su risorse fondamentali come energia, fertilizzanti e acqua. A questo si aggiungono la volatilità dei prezzi e l’instabilità delle rotte commerciali. Nonostante ciò, il sistema agroalimentare italiano continua a dimostrarsi tra i più dinamici a livello globale, e in questo scenario la Puglia gioca una partita importante grazie alla qualità delle sue produzioni.

Proprio per affrontare le sfide dei prossimi anni, Legacoop Puglia ha consegnato all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli un documento che individua quattro direttrici strategiche per l’agricoltura del futuro: rafforzare le filiere e i processi di aggregazione tra i produttori, affrontare la gestione sostenibile delle risorse e l’adattamento ai cambiamenti climatici, favorire il ricambio generazionale e promuovere un nuovo modello di lavoro agricolo capace di integrare competenze tecniche, digitalizzazione e nuove forme organizzative.

Tra le proposte c’è anche la creazione di un tavolo tecnico e politico permanente dedicato alla definizione di una strategia regionale per il settore.

«Ci piacerebbe – ha continuato Rollo – che al tavolo permanente ci fossero non solo le organizzazioni di rappresentanza, ma anche le università, centri di ricerca, le imprese. Per disegnare una visione dell’agricoltura e soprattutto per far fronte a questo momento caratterizzato da grande incertezza. Noi mettiamo a disposizione lo strumento cooperativo che crediamo essere uno dei modi per affrontare la crisi del settore».

Nel corso dell’assemblea si è parlato anche di altri nodi ancora irrisolti, dalla grave carenza di manodopera al rinnovo del contratto collettivo, fino alla necessità di rafforzare e chiudere le filiere produttive. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Sara Guidelli, direttrice di Legacoop Agroalimentare, Simona Caselli, presidente di Granlatte, ed Ernesto Fornari, direttore generale di Apofruit Italia.

Il documento elaborato dall’assemblea ha trovato una prima apertura da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura, che ne ha riconosciuto la coerenza con le politiche che la Regione intende adottare nei prossimi bandi.

«In sintonia rispetto ai criteri che la Regione Puglia adotterà per sostenere il comparto attraverso i nuovi bandi. L’aggregazione – ha continuato Paolicelli – sarà uno dei requisiti preferenziali che darà maggior punteggio nei bandi, l’altro requisito sarà l’innovazione perché sarà sempre più importante utilizzare l’intelligenza artificiale, gli applicativi dell’Ia in agricoltura, e il terzo riguarderà i giovani. Questi i tre asset strategici che condividerò con le associazioni agricole e il partenariato. Intanto, rispetto al momento di incertezza e preoccupazione che stiamo vivendo giovedì – ha concluso l’assessore – mi farò portatore nella conferenza con tutti gli assessori delle altre regioni italiane, dell’esigenza di ragionare su una strategia e su misure straordinarie da adottare, così come accadde nel 2022, per sostenere gli agricoltori alle prese con il caro carburante, il caro energia, e il caro fertilizzanti».

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