Negli ultimi anni il concetto di sostenibilità ha smesso di essere un semplice slogan per diventare parte integrante della vita quotidiana delle imprese dell’area di Bari e BAT. Secondo un sondaggio condotto dal Tavolo Sostenibilità di Confindustria Bari BAT, l’83% delle aziende già adotta pratiche sociali, mentre il 76% ha implementato almeno un’azione di sostenibilità ambientale. Nonostante questi numeri promettenti, le iniziative non sono ancora del tutto integrate nelle strategie aziendali, e molte imprese sentono la necessità di consolidare i percorsi ESG con formazione e strumenti concreti.
“Il sondaggio ci dice che il tema ESG è già presente nella vita delle nostre imprese. La sostenibilità non è più percepita come un semplice ideale, ma come una leva competitiva concreta e necessaria. Abbiamo quindi superato la fase della sensibilizzazione, ma stiamo ancora affrontando quella della vera e propria strutturazione dei percorsi ESG all’interno della vita e delle strategie aziendali ed è molto forte il bisogno di formazione di nuove competenze.” ha spiegato Teresa Caradonna, vicepresidente di Confindustria Bari e BAT con delega ESG e coordinatrice del Tavolo Sostenibilità.
Il campione del sondaggio comprende aziende con fatturato superiore ai 10 milioni di euro, quasi tutte a capitale privato, il che dimostra che l’adozione di pratiche green non è dettata da obblighi normativi, ma da una scelta di mercato e competitività. La maturità media registrata è di 2,9 su 5, un segnale chiaro che, sebbene le iniziative siano diffuse, manca ancora un’integrazione strutturata all’interno della strategia aziendale.
“Il dato che emerge in Confindustria Bari e BAT è un dato che emerge un po’ in tutta Italia, ovvero che c’è uno sviluppo dei temi ESG a macchia di leopardo. Ci sono imprese medio grandi che hanno già sistemi di rendicontazione e piani di investimento definiti, mentre molte altre imprese hanno attivato azioni ma non hanno sistemi per pianificare, monitorare e misurare. Ma un elemento interessante è che c’è anche un 50% di micro imprese che hanno attivato questi percorsi di sostenibilità e io penso che questo sia legato a un cambio generazionale, che porta in azienda una maggiore sensibilità e motivazione a investire nell’innovazione e nella sostenibilità.” ha aggiunto Lara Ponti, vicepresidente nazionale di Confindustria per la Transizione Ambientale.
Analizzando le tre dimensioni ESG, quella sociale risulta la più consolidata. La formazione dei dipendenti, la sicurezza sul lavoro, il welfare e nuove modalità di organizzazione del lavoro sono ormai diffuse, con l’83% delle aziende già impegnate in queste pratiche. Anche sul fronte ambientale l’impegno non manca: il 76% delle imprese si dedica all’efficientamento energetico e alla gestione dei rifiuti. Tuttavia, solo il 29% possiede un piano ESG formalizzato e il 40% non ha ancora strumenti per monitorare sistematicamente le performance.
“In definitiva, le imprese locali sono pronte a istituzionalizzare il cambiamento – conclude Teresa Caradonna – ma chiedono supporto per la formazione e per trasformare le singole azioni quotidiane in una strategia di business solida e misurabile. Ed è proprio su queste direttrici che intendo orientare l’attività del nostro tavolo sostenibilità nei prossimi mesi.”