Una città che cambia volto, tra cantieri infiniti e promesse di bellezza, ma che si ritrova “ostaggio” di grandi schermi digitali e cartelloni che ne oscurano la vista. Esplode la polemica a Bari sul decoro urbano, e a farsi portavoce del malumore di molti residenti è lo sfogo amaro di una cittadina che non usa giri di parole per definire l’attuale situazione delle strade baresi. L’indignazione è montata già qualche settimana quando i ‘cartelloni pubblicitari’ tecnologici sono spuntati sul lungomare.
Al centro della protesta quindi ci sono i totem sparsi in ogni angolo del capoluogo, anche a ridosso di zone appena riqualificate. “È un (dis)piacere vedere una città in cantiere che si prepara ad un rinnovo e in prima fila questi mostri a togliere la visuale pulita di strade nuove fatte per il passeggio”, scrive la donna, puntando il dito contro l’impatto estetico di queste installazioni che, a detta di molti, “sporcano” il paesaggio urbano.
La critica non risparmia i vertici dell’amministrazione comunale. Chiamati in causa direttamente il sindaco Vito Leccese e il suo predecessore Antonio Decaro. “Ma possibile che dobbiamo tenerci questi scempi in tutta la città? Possibile che non riusciate a fare nulla per slegarvi da questa morsa che avete sottoscritto?”, si chiede la lettrice, ipotizzando che i contratti pubblicitari stiano prevalendo sulla bellezza di Bari.
Un altro interrogativo pesante viene lanciato verso la Soprintendenza: “E la Soprintendenza? Muta?!”. Il dubbio dei cittadini è come sia possibile autorizzare strutture così impattanti in zone storiche o di pregio architettonico. Lo sfogo si chiude con una nota di profonda delusione politica: “Abbiamo sprecato dei voti per voi?! Fate qualcosa!”.
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