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Colosimo lancia l’allarme: “Giovani, lasciate stare Tommy Parisi e chi canta da boss”

La presidente della commissione parlamentare Antimafia denuncia nuove leve violente nei clan

Pubblicato da: redazione | Gio, 26 Marzo 2026 - 19:27
Chiara Colosimo

Non è solo una questione locale: il fenomeno riguarda l’intera criminalità organizzata italiana. La presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, lo ha sottolineato nel corso di un punto stampa tenuto in prefettura, a conclusione del primo incontro della missione della commissione, che resterà in Puglia fino a domani.

“Un’altra questione che è emersa durante queste audizioni e che non riguarda solo questo territorio, ma riguarda tutta la criminalità organizzata, è il venire avanti delle nuove leve. Alle volte in accordo con i grandi boss detenuti che trovano il modo di mandare fuori notizie. Ma c’è anche il venire avanti delle nuove leve che, senza qualcuno che faccia da guida, fanno a gara a chi è più violento”, ha spiegato Colosimo, delineando un quadro in cui la violenza giovanile si intreccia con il mondo della malavita organizzata.

Questo fenomeno porta a profondi stravolgimenti sul territorio. “Questo porta anche a degli stravolgimenti sul territorio, a dei ritorni di violenza, che però aprono a un altro spaccato: è uno spaccato che parla di un’emergenza di criminalità giovanile e che troppo spesso è già manovalanza della criminalità organizzata”, ha aggiunto la presidente, evidenziando come le nuove generazioni diventino spesso pedine di una rete criminale già strutturata.

Non mancano poi appelli diretti ai giovani. Colosimo, riprendendo il tema della responsabilità giovanile, ha dichiarato: “Approfitto per lanciare un appello alle giovani generazioni, visto che le ho tirate fuori in senso negativo. Magari si può iniziare a non ascoltare Tommy Parisi, per rimanere in zona, e ascoltare altri cantanti che non fanno i boss e i cantanti insieme”. Tommy Parisi, figlio del boss del quartiere Japigia, Savinuccio Parisi, è infatti un cantante neomelodico recentemente condannato per associazione mafiosa, un esempio concreto di come il confine tra cultura popolare e criminalità possa sovrapporsi in alcune realtà.

L’intervento della commissione mira dunque a mettere sotto i riflettori non solo le dinamiche tradizionali della criminalità organizzata, ma anche il ruolo dei giovani, troppo spesso attratti da modelli che glorificano la violenza e l’illegalità, con conseguenze che rischiano di compromettere il tessuto sociale e la sicurezza delle comunità.

Foto Pagina Facebook Ufficiale Chiara Colosimo

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