Dietro i numeri del bilancio della fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici si nascondono storie di fragilità, coraggio e rinascita. Lo scorso anno l’ente ha gestito interventi per un totale complessivo di 361mila euro, tra mutui ipotecari garantiti dallo Stato, finanziamenti a medio-lungo termine, beneficenze e fondi destinati alla solidarietà.
“La relazione ‘Una mano tesa ai più fragili’ – ha spiegato la presidente Antonia Bellomo – mostra che il bilancio delle attività della Fondazione non è fatto soltanto di numeri ma di persone che trovano il coraggio di riconoscere la propria fragilità e di chiedere aiuto. Ogni pratica portata a termine richiede un lavoro complesso che richiede tempo, ascolto e pazienza”.
Tra le principali cause di sovraindebitamento resta il gioco d’azzardo, ma il lavoro della fondazione va oltre il sostegno economico. Bellomo sottolinea l’importanza della collaborazione tra istituzioni e Terzo settore, per promuovere iniziative di prevenzione e percorsi di educazione finanziaria, affinché la gestione del reddito diventi più consapevole e sostenibile.
Nella relazione si evidenzia anche “il persistere del muro dell’omertà” e si ricorda che “il silenzio resta il miglior complice delle mafie”. Per questo la fondazione ha messo in campo strumenti concreti di protezione e supporto: un pool di esperti a disposizione delle vittime, la costituzione di parte civile nei processi per usura e la promozione dell’esempio di chi denuncia, perché uscire dal silenzio è il primo passo per ricostruire una vita libera da vincoli e paure.
Il bilancio 2025 conferma come la fondazione non si limiti a erogare aiuti, ma agisca in prima linea per restituire dignità e sicurezza a chi rischia di rimanere intrappolato nella spirale del debito e della paura, facendo della solidarietà un vero strumento di giustizia sociale.