Un episodio di malasanità che lascia senza parole e solleva dubbi sulla gestione delle visite programmate per i pazienti più fragili. A denunciarlo è stato Raffaele Diomede, educatore di Bari, che con un video pubblicato sui social ha raccontato le difficoltà incontrate dal padre, invalido al 100%, nel reparto di nefrologia del Policlinico di Bari.
La vicenda risale a settembre 2025, quando il padre di Diomede si è sottoposto a una visita medica e a un piano terapeutico seguito dai nefrologi. I medici avevano indicato una visita di controllo entro sei mesi, fondamentale per valutare l’andamento della terapia. Tuttavia, quando Raffaele si è recato in segreteria per fissare l’appuntamento con la priorità riservata a un paziente invalido, gli è stata comunicata la prima data disponibile: settembre 2026, cioè un anno dopo e non sei mesi come indicato dai medici.
Per ovviare al problema, la segreteria gli ha suggerito di far eseguire gli esami di controllo a marzo 2026 e presentare i risultati ai medici senza effettuare la visita. Ma quest’oggi, 26 marzo, quando Raffaele ha portato gli esami, il medico di turno ha risposto che non poteva fare nulla perché il padre non era inserito nell’agenda degli appuntamenti. In questo modo, il figlio si è trovato spiazzato, senza sapere se la terapia dovesse continuare, con l’unica alternativa rimasta rappresentata da una visita a pagamento.
Sul post Facebook di Diomede è intervenuto anche Danny Sivo, direttore sanitario del Policlinico di Bari, che ha scritto di essere a disposizione del paziente ma ha aggiunto che non gli risultano richieste da parte del Sig. Diomede per parlare con lui. Raffaele, tuttavia, sostiene di aver lasciato i propri contatti alla portineria del Policlinico, ma Sivo ha replicato nuovamente che non risultava nulla.