Il PNRR entra nella fase più delicata, quella dei controlli su milestone e target, e cresce l’allarme sulla capacità degli enti di rendicontare correttamente le attività. A denunciarlo Giovanni Onesti, co-founder e amministratore delegato di H.I.T. Secondo evidenze operative, fino al 30% dei progetti presenterebbe criticità nella gestione documentale e nella tracciabilità. Il sistema, infatti, si sta spostando dall’assegnazione delle risorse alla verifica puntuale dei risultati, con obblighi sempre più stringenti su digitalizzazione, interoperabilità dei dati e monitoraggio continuo. Le difficoltà riguardano soprattutto i Comuni, in particolare quelli medio-piccoli, alle prese con un carico amministrativo crescente e con la gestione simultanea di più normative, tra cui sicurezza sul lavoro, ambiente e privacy. In questo contesto, il rischio è quello di errori amministrativi che emergono solo in fase di controllo.
“Il problema non è accedere ai fondi, ma riuscire a mantenerli”, spiega Onesti, “Se un ente non è in grado di dimostrare in modo puntuale ciò che ha fatto, il rischio di perdere le risorse è reale”. Secondo Onesti, la fase attuale segna un cambio di paradigma, in cui la compliance diventa un elemento centrale della gestione amministrativa. “I Comuni rischiano di perdere i fondi PNRR per errori burocratici. La tecnologia oggi è l’unico strumento che permette di trasformare la complessità in controllo”. Tra le soluzioni proposte, la digitalizzazione dei processi amministrativi e della documentazione, con piattaforme in grado di tracciare le attività e garantire evidenze immediate in caso di verifica. In questo ambito si inserisce il progetto EOS GAU, sviluppato da H.I.T., pensato per organizzare e rendere accessibili i flussi documentali legati agli obblighi normativi.
“Se un Comune sa sempre cosa deve fare, quando e con quali documenti, il rischio si abbassa drasticamente. Il problema oggi è la dispersione, non la mancanza di lavoro”, aggiunge Onesti. Il tema riguarda anche l’accesso agli strumenti, alcune soluzioni sono acquistabili attraverso il MePa e finanziabili con fondi PNRR dedicati agli enti locali, con l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa senza impatto diretto sui bilanci. “La partita del PNRR si gioca ora, nella gestione quotidiana. Siamo nella fase in cui tutto deve essere dimostrabile”, conclude Onesti. “Chi non digitalizza la compliance non perde tempo: perde i fondi”. L’attenzione si sposta quindi sulla capacità degli enti di governare la complessità amministrativa, in un contesto normativo sempre più stringente, dove la differenza non è più tra chi accede alle risorse e chi no, ma tra chi riesce a gestirle e chi rischia di perderle.
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