Tornare a casa per le vacanze di Pasqua sta diventando un lusso per pochi. Se la tradizione chiama a gran voce il pranzo in famiglia e le gite fuori porta, il portafoglio risponde con un secco “no”. L’allarme arriva dall’ultimo monitoraggio dell’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), che fotografa una situazione drammatica per i trasporti verso il Sud, e Bari non fa eccezione.
I numeri per chi deve rientrare nel capoluogo pugliese sono impietosi. Secondo lo studio, chi ha intenzione di viaggiare nel weekend pasquale (3-5 aprile) dovrà affrontare rincari pesanti rispetto a un weekend ordinario di marzo: Da Milano a Bari: Il prezzo schizza da 220,00 € a ben 351,00 €, segnando un aumento del +60%. Non va meglio per chi scende dalla capitale, con biglietti che passano da 140,00 € a 184,00 € (+31%). Se pensate che il treno o l’auto siano alternative economiche, purtroppo i dati dicono altro. Viaggiare sui binari costa mediamente l’11% in più rispetto alla Pasqua 2025, con picchi nazionali che sfiorano il +65%.
Anche chi sceglie l’auto dovrà fare i conti con prezzi alla pompa che erodono il taglio delle accise: rispetto allo scorso anno, la benzina segna un +4% e il diesel un preoccupante +26%. “Fenomeni speculativi”, denuncia Federconsumatori, che colpiscono duramente gli oltre 3,8 milioni di famiglie italiane che hanno deciso di spostarsi.
A pagare il prezzo più alto sono, come sempre, gli studenti e i lavoratori fuorisede. “Ogni anno denunciamo queste maggiorazioni spropositate e ingiustificate, ma ancora non si è deciso di porre dei limiti”, spiegano dall’Osservatorio, chiedendo un intervento urgente delle Autorità per garantire un accesso equo alla mobilità e arginare la speculazione.