Procede il piano di recupero delle liste d’attesa sanitarie. A due mesi dall’avvio delle attività sperimentali è stato raggiunto il 95% del target assegnato alle aziende sanitarie. Complessivamente sono state contattate 118.578 persone, di cui 107.589 per visite ed esami e 10.989 per ricoveri ospedalieri.
Nel dettaglio, sono state anticipate 59.640 prestazioni, mentre i rifiuti registrati ammontano a 34.421, in gran parte legati alle prestazioni specialistiche. Tra coloro che hanno motivato il rifiuto, il 62% ha scelto di mantenere l’appuntamento già fissato, il 28% ha dichiarato di aver già effettuato la prestazione e il 10% ha indicato che non era più necessaria.
Sul fronte delle prestazioni erogate, sono state anticipate e completate 49.636 attività di specialistica ambulatoriale. Tra queste, 1.850 con priorità urgente, 27.809 con priorità breve, 9.947 differibili e 8.040 programmabili. Recuperate anche 1.994 prestazioni legate alla stadiazione e al follow up di patologie oncologiche e croniche.
Le aziende sanitarie hanno inoltre iniziato ad anticipare prestazioni già prescritte per il 2026, che rappresentano circa il 36% del totale delle visite ed esami effettuati, pari a 18.039 prestazioni. L’attività ha riguardato soprattutto i codici di priorità urgente e breve, ma anche quelli differibili e programmabili.
Tra le prestazioni anticipate per il 2026, il 28% riguarda esami di diagnostica per immagini, mentre il 32% è rappresentato da prime visite specialistiche. In ambito chirurgico, sono stati anticipati anche 747 interventi di cataratta, di cui 305 prescritti proprio per il 2026, con un anticipo medio di circa un anno rispetto alla data inizialmente prevista.
Proseguono anche le attività di monitoraggio delle prescrizioni, con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza dei percorsi clinici. I dati di febbraio mostrano una sostanziale stabilità nelle richieste con priorità urgente e breve, senza incrementi rispetto al mese precedente, così come nei tempi di attesa per le prestazioni. Entro metà aprile saranno consolidati i dati relativi al mese di marzo, mentre sono già in corso le analisi per definire nuove strategie mirate a ridurre ulteriormente i tempi di attesa, differenziate per tipologia di prestazione e per azienda sanitaria.
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